Sing “Yesterday” for Me - Recensione

Il classico anime sentimentale?

di Marino Puntorieri / martedì 07 luglio 2020 / Recensione

Uscito a sorpresa nel calderone degli anime previsti per la stagione primaverile da poco conclusa, Sing “Yesterday” for Me è stata una produzione capace di rivelarsi, settimana dopo settimana, una delle più incredibili sorprese di questo inizio 2020. Gli episodi hanno tenuto incollato allo schermo tantissimi spettatori, principalmente fan del sentimentalismo più maturo ed entusiasti dell’opera di Kei Toume, nonostante un finale che ha letteralmente diviso critica e pubblico tra chi ne è rimasto un fedele sostenitore e chi invece ne è rimasto così tanto stravolto di criticarlo senza troppe riserve.  Nonostante tutto, terminata la visione completa dei 12 episodi, ne siamo rimasti così colpiti che non potevamo proprio non parlarne e raccontarvi perché, compresi i difetti, merita di essere visto senza alcun tipo di riserva o pregiudizio.

 

Come accennato, Sing “Yesterday” for Me è un anime che strizza fortemente l’occhio al genere dei sol (slice of life, ovvero opere che ripropongono in modo fortemente realistico la quotidianità e ogni sua sfumatura) concentrandosi principalmente sulle atmosfere più romantiche nell’accettazione romanzata del termine stesso, ma senza denigrare alcuni aspetti maturi e coincidenti con il genere drammatico. Con  il manga di riferimento realizzato nel 1995, sorprende come riesca ad essere ancora oggi così attuale e coinvolgente, rappresentando alcuni sprazzi della società cresciuta proprio in quegli anni. Amore, morte, accettazione di sé, sono solo alcune delle tematiche approfondite in dodici episodi ben gestiti - anzi diciamo undici perché l’ultimo merita quasi un discorso a parte. Il protagonista dell’opera si chiama Rikuo Uozumi ed è un ragazzo senza particolari ambizioni che, finito il liceo, decide di trovarsi un lavoro part-time in un kombini. Le giornate proseguono con monotonia quasi disarmante, ma il progressivo incontro con vecchie e nuove conoscenze riuscirà a smuoverlo dall’apatia che lo contraddistingueva; su tutti una vecchia cotta della scuola, Shinako, e una stravagante ragazza con un corvo come animale domestico tale Haru Nonaka.

Proprio intorno al triangolo amoroso tra questi personaggi ruotano le intere vicende, meritevoli di coinvolgere lo spettatore minuto dopo minuto. Evitando di rovinare la visione con troppe nozioni specifiche sulla trama, ci limitiamo ad affermare come l’evoluzione tra i vari rapporti è ciò che più sentiamo di promuovere nell’intera opera; Rikouo ha deciso di vivere passivamente nel periodo forse più delicato per la crescita interiore, Shinako deve fare i conti con un passato che le impedisce di godersi la frivolezza della gioventù obbligandola a crescere prima del previsto, mentre Haru dietro un caratterino tutto pepe nasconde preoccupazioni tipiche dell’amore adolescenziale. Ovviamente ci sono altri personaggi che bene o male interagiscono con i principali, ma non riescono a trovare il giusto spazio per emergere caratterialmente; solo l’ex compagna di scuola Chika Huzuhara riesce a sorprendere e in un singolo episodio sconvolgere quella che verso metà serie rischiava essere una trama in balia dello spettro chiamato monotonia, dando invece una bella sterzata sul piano del ritmo e della consapevolezza di tutti e tre i personaggi principali.

Ogni episodio di Sing “Yesterday” for Me colpisce lo spettatore dritto nel petto come una freccia scoccata d’impulso e riesce negli ultimi minuti ad attanagliarlo con un senso di vuoto spiazzante; parliamo di una formula ripetuta ciclicamente ed atipica per il genere in questione, dove il vuoto di ogni fine episodio viene colmato dalla spensieratezza e l’evoluzione dei 15 minuti circa dell’episodio successivo, in un loop costante e che consolida i vari rapporti di forza presenti. In realtà le strade che prendono i personaggi dal punto di vista sentimentale sembrano a prima vista banali e facilmente smascherabili da chi si trova dall’altra parte dello schermo, ma non per questo hanno una risoluzione scontata. L’equilibrio illusorio che si viene a creare è studiato a tavolino grazie a linee di dialogo colme di significato e che rappresentano un ulteriore punto di forza dell’intera produzione, complici nel creare un vortice di emozioni che converge nel finale chiaro e coinciso senza lasciare nulla al caso. Peccato che quanto appena detto succeda solo in parte e l’ultimo episodio spezza questa magia accelerando bruscamente i tempi, deteriorando l’alchimia costruita con lo spettatore. Parliamo di un rammarico evidente finita la visione perché qualcosa di più poteva essere fatto e in soli dodici episodi rischia di essere un compromesso difficile da superare a cuor leggero, soprattutto a fronte di ulteriori sei episodi che avrebbero potuto coronare definitivamente l’anime intero, invece che essere ridotti a banali special di circa due minuti con alcune scene extra. Un piccolo, grande, inciampo.

Tecnicamente, invece, Sing “Yesterday” for Me convince pienamente grazie a contorni leggeri e colori mai troppo sgargianti; i paesaggi diventano brevi sequenze di riposo tra una discussione e la successiva e non appesantiscono mai l’occhio che rimane sempre vigile per il successivo dialogo. Curioso come le sequenze sulle panchine siano quelle che costantemente rappresentino il maggior pathos sotto questo aspetto e costituiscano la transizione verso un progressivo miglioramento dei rapporti interpersonali già menzionati. Lo stile grafico rimane fortemente fedele all’opera cartacea e capita a più riprese di avere la sensazione di vedere un’opera di fine Anni ’90, elemento essenziale per far leva anche sul fattore nostalgia come valore aggiunto.

Sing “Yesterday” for Me rimane un prodotto di pregevole fattura, ottimo fino alla penultima puntata per poi rovinare in parte quella magia meticolosamente costruita. Nonostante tutto è una piacevole sorpresa da consigliare a tutti gli amanti del genere sol, capace sia di strappare un sorriso sia di far riflettere su tematiche mai scontate. Un anime da guardare tutto d’un fiato e che al netto del finale, lascia tanti pensieri nella testa e tante emozioni nel cuore dello spettatore.

Pro

- Coinvolgente puntata dopo puntata

- I personaggi principali mostrano un lato debole non scontato per il genere sol

- Tecnicamante leggero e in pieno stile Anni '90

Contro

- Il brusco cambio di ritmo sul finale rovina in parte l'intera narrazione

Vota anche tu eseguendo il login

Vuoi segnalarci un errore? Scrivici qui!

Scheda

  • Data di uscita / 01/03/2020
  • Sottotitoli / italiano
  • Genere / Sol
  • Durata / 12 puntate + 6 special

Social Net

Ultimi Commenti