Solasta: Crown of the Magister - Recensione

Prime impressioni dell'indie che ha osato sfidare il mito

di Fabio Lorenzi / giovedì 05 novembre 2020 / Recensione

Dopo quasi 20 anni dall’uscita di Baldur's Gate 2, tutti gli amanti degli RPG isometrici sono in attesa dell’epico terzo capitolo della saga. Le aspettative sono alte e l’hype che gira intorno al gioco rischia di offuscare l’arrivo di un altro promettente titolo, indiscutibilmente legato al mondo di Dungeons&Dragons. Stiamo parlando di SOLASTA: Crown Of The Magister, primo gioco sviluppato dalla software house indipendente Tactical Adventure, capitanata da Mathieu Girard, co-fondatore di Amplitude Studios. Solasta si inserisce dunque in un contesto di giochi che si basano sulle meccaniche e regole della 5° edizione di D&D pur non facendo parte degli originali “Forgotten Realms”.
Non è certo facile dunque immaginare e concepire un gioco che deve farsi strada rivaleggiando con un colosso come Baldur’s Gate 3, ma una cosa è certa: il team francese di Tactical Adventure ha voluto dire la sua e l’ha fatto nel migliore dei modi. Solasta: Crown Of The Magister si propone dunque come un progetto ambizioso che vuole a suo modo reinterpretare le regole di un gioco che ha più di 40 anni e che di fatto è considerato come il padre dei giochi da tavolo.

L’intro del gioco prevede la creazione del personaggio e del suo gruppo composto da quattro avventurieri. Si potrà decidere di creare un solo personaggio ed utilizzare altri già preimpostati oppure armarsi di inventiva e creatività e impostare da zero tutti i personaggi. Volete un consiglio? Godetevi ogni istante del gioco, partendo proprio dalla creazione del personaggio. Le razze tra le quali scegliere, cosi come le classi sono quelle della già sopracitata 5° edizione di D&D, le prime si dividono in umani, nani, mezzi elfi e mezz’uomini mentre le seconde sono sei: Guerriero, Chierico, Paladino, Mago, Ranger e Ladro, con lo Stregone in arrivo nel primo DLC gratuito. Creare quindi il proprio PG non significherà solo tirare i dadi per dare un valore alle sei caratteristiche principali quali forza, destrezza, costituzione, intelligenza, saggezza e carisma, ma ci farà anche immergere in quello che è il background del personaggio che decideremo di creare. L’identità del personaggio determinerà le sue abilità come Intimidazione o Inganno, giusto per citarne alcune. Il carattere d’altro canto sarà basilare per l’allineamento, pilastro fondamentale del mondo D&D: buono o malvagio, neutrale legale o caotico, la scelta sarà solamente vostra.

Altra cosa ben riuscita è la storia, che per quanto ancora avvolta da un alone di mistero, sembra supportata da una trama ben strutturata e da un contesto descrittivo che incita il giocatore a volerne sapere di più cercando ed interagendo in ogni angolo della mappa. L’ambientazione cela i segreti di una terra devastata da un cataclisma che colpì il paese di Manacalon e dal quale si sono create le razze sopra descritte; dal caos quindi, l’ordine. Per gli abitudinari di Dungeons & Dragons questo può sembrare difficile da digerire e se sviluppato sommariamente può portare a dei rischi enormi in termini sia di storia che di gameplay. Per quanto però abbiamo potuto vedere dall’Early Access, Solasta: Crown of the magister, riesce a coinvolgere il giocatore con una storia che si dissocia dai soliti paradigmi, e crea le sue fondamenta su basi solide ed allo stesso tempo distinte da quelli che sono i diversi capitoli videoludici ambientati nei Reami Dimenticati.

Le terre di Solasta sono vaste con la mappa che non prevede esplorazione libera; per viaggiare da una regione all’altra, da una città a quella successiva, si potranno eseguire dei viaggi rapidi con la durata Che dipenderà dal tipo di passo che si vuole tenere: lento, normale e rapido. La scelta influirà sui rischi che si corrono nell’incappare in un gruppo di briganti o un branco di lupi mannari, un passo lento garantisce più probabilità di fare un viaggio sicuro, al contrario un passo rapido aumenta il rischio di fermarsi e battagliare.
Guardando il gameplay, questo si presenta con uno stile simile a Divinity: Original Sin 2, ma con un sistema di combattimento più simile a Baldur’s Gate 3, con combattimenti organizzati a turni, iniziativa e singole azioni decise dal lancio automatico dei dadi. Durante il proprio turno ogni personaggio potrà svolgere un azione sviluppata in più componenti come ad esempio spostarsi, attaccare e cambiare set di equipaggiamento. Abbiamo trovato il livello di difficoltà piuttosto semplice con nemici facili da sconfiggere, il che implica un approccio alla tattica sicuramente meno impegnativo rispetto ad altri titoli.
Come in ogni GDR che si rispetti però il combattimento è solo una parte dell’intrigata trama attraverso la quale il giocatore deve districarsi. Parte fondamentale del gioco sono infatti i dialoghi, strutturati bene ma che presentano una grafica un po' troppo semplice nei riguardi dei modelli poligonali. Se durante le fasi di gioco standard risaltano le ambientazioni di gioco rendendo tutto più intrigante, i dialoghi fanno emergere espressioni degli avventurieri eccessivamente statiche ed inespressive.

Considerando che parliamo di una software house indipendente, l’ambientazione come anche la storia ed il gameplay in generale, ci sono sembrati assolutamente soddisfacenti e degni delle più grandi opere del genere. D’altro canto i personaggi in fase di dialogo ci hanno lasciato un po' cosi, con texture che andrebbero riviste ed un comparto audio senza infamia e senza lode, con timbri di voce che presentano poche lingue e l’italiano, ovviamente, escluso. Difficilmente gli sviluppatori introdurranno successivamente all’Early Access, lingue diverse da quelle già presenti. Possiamo solo sperare che più persone possibili diano fiducia al gioco e che la nostra community possa impegnarsi a rimediare a questa mancanza onestamente non trascurabile in un gioco di tale portata.

Pro

- Ambientazione e storia dettagliata. Nulla da invidiare a titoli più famosi;

- Creazione del personaggio approfondita;

- Uso della meccanica dei dadi automatici intelligente;

- Gameplay semplice anche per neofiti ma mai banale;

-Un early access che presenta pochi bug e difetti grafici in generale

Contro

- Manca la lingua in italiano

- Espressione dei personaggi, un passo indietro di almeno 10 anni

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Indie, Gioco di Ruolo su PC

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