Stronghold: Warlords - Recensione

Il bambù non basta Sire!

di Marino Puntorieri / martedì 09 marzo 2021 / Recensione

Ripensando al panorama degli RTS viene facile per ogni fan pensare agli anni d’oro coincidenti con saghe come Age of Empires ed Empire Heart, senza dimenticare la serie di Imperium; tutti brand a cavallo dei primi anni Duemila che hanno regalato (e continuano a regalare ancora oggi) tantissime ore di contenuti su PC. Nel mucchio di questi titoli c’è un altro brand che è riuscito a ritagliarsi uno spazio importante nei cuori dei fan e il suo nome è Stronghold, marchio che è appena tornato sul mercato con il suo nuovo Stronghold: Warlords. Basterà la deriva orientale del nuovo capitolo per far tornare il team di Firefly Studios sulla cresta dell’onda?

La serie di Stronghold si è sempre contraddistinta per una cura maniacale per i dettagli, e trattandosi di un videogioco strategico in tempo reale, era riuscito a distinguersi grazie a una componente gestionale decisamente più marcata della concorrenza. Si basava infatti su una vera e propria simulazione della vita feudale all’interno del castello, dove tener conto della gestione dei propri popolani per mansioni e ruoli tra i più variegati. I primi due capitoli, così come lo spin off “Crusader” ambientato durante le Crociate, rappresentano un pezzo di storia nel genere di riferimento, ma dal 2005 in avanti la qualità delle uscite ha subito più di una brusca frenata; da questo presupposto si capisce come la posizione di Stronghold: Warlords sia quella tipica tra l’incudine e il martello, con i fan storici da un lato che chiedono coinvolgimento e carattere, e dall’altro un mercato spietato che non perdona i troppi errori commessi, soprattutto in un genere per certi aspetti di nicchia.

Come anticipato, Stronghold: Warlords ci proietta nella Cina e nel Giappone feudali; tra imperatori, signori della guerra e Daimyo i presupposti per un titolo dalle valide potenzialità ci sono tutti, proprio considerando una tradizione alla quale il team si è sempre ancorato per ogni lavoro. E infatti dal punto di vista delle meccaniche proposte torna il dualismo sulla crescita e sulla gestione del proprio castello in parallelo alla creazione di un esercito adeguatamente preparato ad attaccare i nemici o difendere i propri popolani. Non che non ci siano aspetti positivi, come andremo a scoprire tra poco, ma anticipiamo che in un’eventuale quanto scontato paragone con i primi capitoli sopracitati rimane più di qualche perplessità. Se, da un lato, apprezziamo uno snellimento nella catena delle varie costruzioni per andare incontro ai nuovi arrivati, dall’altro si è seriamente rischiato di snaturare la profondità della meccanica stessa, risultato evidente sin dalle battute iniziali e incidendo su una ripetitività di fondo che diventa sempre più marcata con il passare delle ore. Per fortuna rimane comunque piacevole capire come gestire le proprie risorse: è sempre possibile scegliere ad esempio tra vari tipi di coltivazioni per una fornitura variegata di cibo che renda felice i popolani e magari più accondiscendenti nel pagare tasse più alte, così come si può decidere come distribuire il poco legname disponibile a inizio gioco per iniziare a progettare archi o lance o concentrarsi sull’aumento della produzione a scapito della potenza militare.

Si tratta di una gestione minuziosa, da far crescere man mano assieme al fronte bellico per evitare in tempo reale di ritrovarsi sotto assedio senza le difese necessarie o le risorse per un determinato tipo di unità. Rimane un peccato, però, circoscrivere in territori estremamente limitati i confini all’interno dei quali poter insediare le proprie costruzioni: scelta che in un titolo che fa della componente gestionale un suo punto di forza, blocca eccessivamente anche la spontaneità della vena creativa dell’utente sulle combinazioni numericamente possibili in una singola partita tra i vari edifici necessari per avere determinati bonus o produrre unità speciali. Molto apprezzabile invece l’introduzione dei signori locali da poter conquistare con piccole basi annesse; da un apposito menù si può visionare la mappa di gioco con una suddivisione a scacchiera con relative pedine che rappresentano i vari confini e territori alleati e nemici, e tramite un comodo layout e possibile indicare ai lord minori conquistati di ricevere determinate risorse oppure attaccare un determinato bersaglio. Si tratta di veri e propri “editti” utilizzabili al costo di un determinato punteggio cumulabile con edifici specifici o semplicemente con il passare del tempo; un elemento da dover tenere d’occhio in parallelo e che aggiunge un guizzo ulteriore di tattica.

Dal punto di vista bellico si evidenziano alcuni problemi che, assieme a quelli citati dal punto di vista gestionale, vanno a costituire un comparto contenutistico leggermente sottotono. Le unità sono discretamente variegate tra unità semplici e soldati speciali, ma ci saremmo aspettati qualche sforzo in più. Il tutto si riflette in scontri che risultano piacevoli, ma dove si sente la mancanza di quell’epicità del vivere un vero assedio che contraddistingueva i primi capitoli. Riprendendo proprio l’offerta contenutistica abbiamo una manciata di campagne, con missioni diversificate attraverso obiettivi ed una manciata di testi per la contestualizzazione storica, e la classica modalità schermaglia. Soprattutto quest’ultima dovrebbe permettere una rigiocabilità tendente all’infinito, ma considerando le poche mappe e i pochi generali disponibili al day one, al momento non ci sentiamo di dar conferma a questa ipotesi.

Tecnicamente parlando Stronghold: Warlords presenta più alti che bassi. Nonostante dei requisiti estremamente accessibili abbiamo la possibilità di godere di ottimi dettagli per quanto riguarda le varie costruzioni, con una menzione speciale per la resa dell’acqua (tra fiumi e torrenti) così come delle foreste di bambù. Ci saremmo aspettati qualche texture extra per le unità (sia soldati, sia popolani), e al netto del buon lavoro per evitare problemi legati a presunti crash o rallentamenti di sorta, dobbiamo però segnalare alcune incertezze per quanto riguarda il pathfinding. Discrete le musiche, ma soprattutto per i fan di vecchia data stona l’assenza dell’italiano per quanto concerne il doppiaggio (ovviamente l’interfaccia di gioco è completamente tradotta, tranquilli); sentire i generali nemici con i rispettivi accenti dopo ogni mossa o quel “serve più legname, sire” dal nostro ciambellano di corte faceva sempre un certo effetto. Ultimo, ma non per importanza, segnaliamo la presenta di una componente multigiocatore piuttosto semplice e basata sulle schermaglie online fino a quattro giocatori; considerando la forte vocazione single player del progetto ci vuole qualche minuto di troppo per trovare una partita completa, ma trattandosi di una modalità totalmente accessoria abbiamo comunque constatato una solidità soddisfacente.

Stronghold: Warlords è un discreto compitino senza infamia e senza lode, adatto soprattutto ai neofiti che vogliono conoscere la serie e che non dimentica una parte gestionale che rimane stratificata quanto basta e riesce ad impreziosire l’intero progetto. Si notano diversi limiti sotto l’aspetto quantitativo che fanno pensare, come da prassi, a un supporto ricco di dlc a pagamento, e nel paragone inevitabile con i capitoli storici della saga esce con le ossa abbastanza rotte. Insomma, un progetto che assicura tante ore di divertimento per i fan degli RTS, ma che fatica a mostrare tutto quel carattere e quella personalità che avevano contraddistinto i primi lavori di Firefly Studios.

Pro

- Gestione del proprio insediamento molto varia

- Il feudalesimo dell’Estremo Oriente ben si sposa con lo stile del brand di Stronghold

- Le campagne offrono un buon livello di sfida

Contro

- Contenutisticamente si poteva fare decisamente di più

- Diversi problemi di pathfinding

- L’assenza del doppiaggio italiano farà male ai fan di vecchia data

Redazione

7,0

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Scheda

  • Data di uscita / 09/03/2021
  • Doppiaggio / inglese
  • Sottotitoli / italiano
  • Giocatori offine / 1
  • Giocatori online / 1-4

Gestionale, RTS (Real Time Strategy) su PC

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