Sunderland 'Til I Die - Recensione

Il calcio inglese secondo Netflix

di Marino Puntorieri / mercoledì 22 aprile 2020 / Recensione

Se è vero che in questo periodo di emergenza (quasi) tutto si è fermato e abbiamo dovuto cambiare buona parte delle nostre abitudini, ciò ha stravolto per forza maggiore anche il mondo dello sport. Nemmeno il calcio è scappato a questo destino, con  competizioni nazionali e internazionali ferme fino a data da destinarsi. Sarei un insensibile bugiardo nell’affermare che non mi manca, perché un po' a tutti manca profondamente, ema per fortuna Netflix prova a metterci una pezza con la pubblicazione a inizio mese di aprile della seconda stagione di Sunderland 'Til I Die. Occasione perfetta per ripassare anche la prima stagione e darvi un parere sommario di quella che reputiamo una delle migliori docuserie legate al mondo del pallone.

Per chi ancora non avesse capito di cosa stiamo parlando, Sunderland 'Til I Die è un documentario che in più episodi racconta le recenti peripezie dell’omonima squadra di calcio inglese, riportando direttamente su schermo i disastrosi eventi che l’hanno portata in due anni dalla massima serie (Premier League) ai campi della terza divisione (EFL League One) con una tanto storica quanto nefasta doppia retrocessione, seguita da una clamorosa mancata promozione. Tante le persone che passano davanti alla telecamera durante gli episodi; dai giocatori, allo staff, fino ai tifosi, perché in questa parte dell’Inghilterra il calcio non è solo uno sport, ma vita da abbracciare e riflettere nelle gioie e le amarezze della rispettiva squadra. Come non affezionarsi quindi e vivere in primo piano quelle giornate e quelle settimane che hanno portato, partita dopo partita, fino alle delusioni finali? Impossibile.

La prima stagione di Sunderland 'Til I Die è stata rilasciata a fine 2018 e accompagna lo spettatore attraverso otto episodi nella stagione forse peggiore per i Black Cats, ovvero quella che a seguito della retrocessione del 2017 nella seconda divisione (Championship) era stata pensata e proclamata come una storica cavalcata per tornare velocemente in Premier League, e invece è terminata con un’ulteriore retrocessione nella lega inferiore. Uno sguardo diverso sul calcio che unisce nella gioia e nella sofferenza migliaia e migliaia di tifosi, che nonostante la rabbia e la sofferenza non riescono a non supportare squadra e giocatori. Eppure in questa prima stagione non mancano i punti di svolta positivi, come una rosa che inizialmente riesce ad adattarsi ai terreni più duri e a farsi forza in un campionato dove la tenacia e la foga mostrata da qualunque team prevale sulla tecnica, ma man mano lascia spazio alle debolezze e le insicurezze. Ci sono i giocatori più anziani che cercano di spronare i più giovani, così come alcuni più talentuosi che alle prime avversità iniziano a remare contro la società e preferiscono per il proprio tornaconto abbandonare la squadra. Due facce della stessa medaglia, una crudele realtà che non è nemmeno difficile da biasimare.

La seconda stagione, invece, prosegue proprio dal nuovo passo falso che ha portato il Sunderland in un baratro ancora più profondo e dal quale cerca di rialzarsi il più velocemente possibile. La realtà della delicata situazione della squadra si riflette nelle difficoltà economiche di una società nuovamente a rischio indebitamento, e dove l’introduzione di un nuovo presidente e investitore non deve solo alzare l’asticella delle aspettative, ma anche cercare di rendere la società finanziariamente indipendente, ponderando bene le spese e i tagli da effettuare. Nonostante si articoli in soli sei episodi, la più recente stagione di Sunderland 'Til I Die mostra con ancora più intensità le numerose sfaccettature che vanno a comporre la nuova stagione calcistica inglese, divisa tra partite che separano il team dalla promozione per tornare almeno in Championship e gli interventi di tifosi più o meno avvezzi a ciò che succede dentro e fuori dal campo, senza dimenticare il pensiero diretto della nuova gestione societaria. Insomma, tanti punti di vista sapientemente raccolti e gestiti per mantenere alta l’attenzione sia dell’appassionato più preparato a 360°, sia di quello abituato solo alle semplici “chiacchiere da bar”.

Sunderland 'Til I Die è un piacevole tuffo nel calcio nella sua forma più pura e completa. Una serie da vivere tutta d’un fiato per alleviare quel senso di vuoto che attanaglia ogni appassionato di pallone, in attesa della ripresa dei campionati. Entrambe le stagioni filano senza intoppi o tempi morti di ogni sorta, con una regia che è rimasta ben salda nonostante il tramutarsi degli eventi, e dove quello che doveva essere un documentario volto a narrare una rapida risalita dei Black Cats si è trasformato nel peggior incubo di qualsiasi tifoso. Uno spaccato calcistico crudo e brutale, veritiero, ma non per questo privo di insegnamenti positivi e buoni propositi; perché nonostante tutto bisogna andare avanti e cercare anche la più semplice occasione per tornare a gridare allo stadio o davanti ad uno schermo “Sunderland fino alla morte”.

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Scheda

  • Data di uscita / 01/04/2020
  • Produttore / Netflix
  • Doppiaggio / Italiano
  • Genere / Documentario

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