Tekken 7 - Recensione

Giocabilità stellare per la resa dei conti tra Kazuya ed Heihachi

di Andrea Piaggio / mercoledì 21 giugno 2017 / Recensione

Anche se abbiamo dovuto aspettare un po’, questo 2017 si sta dimostrando molto generoso in fatto di picchiaduro. Poche settimane fa è stato il turno di Injustice 2, da pochi giorni su Switch è arrivato l’originalissimo ARMS ma ora tutto è pronto per far salire sul ring l’attesissimo Tekken 7. La produzione BandaiNamco mancava dai riflettori da un po’ troppo tempo e soprattutto aveva dimostrato di aver perso un po’ di smalto dopo l’incredibile terzo episodio uscito addirittura nell’era della prima PlayStation. Dopo alcuni svarioni stilistici e di gameplay, questa settima uscita vuole dimostrare di aver imparato dai suoi sbagli tornando prepotentemente sul trono. Vediamo cosa ci propone per convincerci.

Questa volta gli sviluppatori hanno scelto di calare i protagonisti all’interno di una storia tamarra, ma anche meno delirante rispetto ai precedenti capitoli. Al centro della vicenda non ci saranno divinità risvegliate o altre situazioni di cui, francamente, ci interessa poco o nulla, bensì il travagliatissimo rapporto tra Kazuya ed Heihachi, due dei personaggi simbolo di questo universo. L’intento di questo settimo episodio tra l’altro è quello di volare molto alto, descrivendo il momento decisivo del conflitto padre/figlio della dinastia Mishima. Per farlo mette in scena una modalità farcita di filmati più o meno esagerati che si intervallano a combattimenti completamente giocabili. La voglia di copiare il modus operandi di altre etichette occidentali è palese, ma a differenza di quanto succede altrove, la messa in scena di Tekken 7 è molto più trash e folle. Vi basterà vedere le prime scene in cui Heihachi si difende a mani nude da dei missili in arrivo per capire il tipo di sviluppo previsto dalla storia.

Gli scontri non sono da sottovalutare in questo frangente poiché, anche a livello medio, propongono una sfida che può obbligarvi a qualche ripetizione, specie nelle parti finali. I capitoli da completare sono appena tredici e potreste arrivare alla fine in poco più di due ore. La maggior parte di questo lasso di tempo tra l’altro la passerete davanti ai filmati non interattivi che compongono la trama, quindi è chiaro che si potesse fare qualcosa di più a riguardo. Come potrete immaginare, nella storia non si riescono ad introdurre tutti e 36 i personaggi presenti nel roster, ma cercando di ovviare al problema, si è scelta una strada alternativa poco soddisfacente. In pratica ognuno dei lottatori assente nello story mode avrà appena un combattimento con quello che dovrebbe essere il suo nemico finale. Una volta sconfitto, ci verrà mostrata una veloce sequenza che però non ha nulla a che vedere con i filmati conclusivi delle precedenti uscite. Qualcuno potrebbe sperare quindi nell’arcade mode, ma anche qui non c’è molto da fare. Con appena cinque combattimenti in sequenza, tra cui qualche “boss”, arrivare alla fine vi porterà unicamente un po’ di crediti in game. A questo punto l’ultimo baluardo del giocatore singolo rimane la Battaglia Tesoro, una serie infinita di match in cui si cerca di migliorare la classifica del proprio personaggio, facendolo combattere contro un’IA sempre più coriacee. Oltre alla scalata verso i ranghi più alti, alla fine di ogni combattimento otterrete monete e personalizzazioni estetiche per i personaggi, da quelle standard per tutti, fino a quelle specifiche per quel lottatore. Queste non apportano alcun bonus o vantaggio specifico, ma rendono solo più estremi i personaggi da sfoggiare nelle battaglie online.

Ed è proprio online che Tekken 7 dà il meglio di sé, con una serie di modalità che permettono a tutti di divertirsi. Ci sono incontri classificati e non, così come la possibilità di organizzare tornei che seguono le regole di quelli in cui si affrontano i grandi professionisti. Va comunque detto che le possibilità offerte non sono particolarmente varie o originali e a poche settimane dall’uscita i server impiegano ancora un po’ troppo tempo prima di trovare uno sfidante. Durante questo frangente avrete comunque la possibilità di allenarvi con le mosse del personaggio. Una volta scesi sul ring può capitare qualche problemino inerente la connessione ma il più delle volte si riesce a giocare senza particolari problemi. Combattere contro un amico è però la cosa migliore da fare, ma con qualche ulteriore patch, anche le zuffe online potrebbero diventare perfette. Sono già molto buone, ma la differenza con le battaglie in locale è abbastanza netta.

Scheda

Picchiaduro a incontri su PlayStation 4, Xbox One

Pegi 16

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