The Elder Scrolls Online: Harrowstorm - Recensione

Streghe e vampiri pre-Skyrim

di Andrea Piaggio / martedì 17 marzo 2020 / Recensione

Mentre il mondo aspetta notizie del sesto capitolo di The Elder Scrolls, la marcia inesorabile del suo corrispettivo online non conosce tregua. Dopo averci portato a Morrowind e nella terra dei Draghi con Elsweyr, quest’anno si torna nelle gelide terre che hanno fatto conoscere la saga a milioni di appassionati. L’avventura annuale The Dark Heart of Skyrim prenderà il via ufficialmente con l’uscita dell’espansione Greymoor a giugno, ma prima di allora e per preparare il terreno, ecco arrivare il qui presente dungeon pack chiamato Harrowstorm e pronto per essere giocato immediatamente dai possessori del servizio ESO Plus, così come per essere acquistato per 1.500 crowns (circa 10 euro) dal negozio virtuale in game.

Anche se Harrowstorm prepara l’arrivo della nuova espansione, non bisogna dimenticare che non aggiunge concretamente nuove aree da esplorare, ma si limita a due dungeon che sanno però come intrattenere e divertire, raccontando al contempo due diverse storie i cui risvolti verranno poi approfonditi nell’espansione vera e propria. Partiamo da quello chiamato Icereach, situato su un’isola nel bel mezzo del Mare dei Fantasmi: qui inizieremo a sentire il freddo di Skyrim e della sua ambientazione mentre avremo a che fare con una simpatica congrega di streghe. Mentre ci daremo da fare per sconfiggerle, farà la sua comparsa anche Lyris Titanborn, personaggio che abbiamo conosciuto molto bene durante la quest principale del gioco base. La sua presenza è una bella strizzata d’occhio per i fan di vecchia data, ma il suo coinvolgimento nella vicenda si limita ad alcune battute abbastanza classiche con le streghe di turno. Speriamo che il suo ruolo sia maggiore nell’espansione principale visto che per ora non ha stupito come dovrebbe, lasciando un po’ in ombra questo dungeon, quantomeno per la parte relativa alla trama.

Ben diversa l’avventura vera e propria che in Icereach si articola attraverso una mappa abbastanza lineare ma che trova la sua unicità grazie alle diverse streghe che ci ostacolano il cammino. La loro natura e il loro modo di agire e combattere garantiscono scontri magari non proprio originali, ma sicuramente vari e ben ritmati, in grado di divertire e di far collaborare i giocatori. C’è chi fa risorgere i morti, chi scaglia fulmini, portandoci poi ad uno scontro finale in cui saranno tutte presenti e in cui dovremo anche stare attenti da un superincantesimo in grado di uccidere tutti all’istante. Ci vuole un po’ di coordinazione, specialmente a livello Veterano, ma le ricompense non sono male, spingendoci a riprovare più volte questa sfida. Già alla seconda volta (ma chi ha l’occhio allenato se ne accorgerà già dalla prima run), noterete però che non c’è qualcosa di davvero originale che possa farlo spiccare dagli altri.

Parlando invece di Unhallowed Grave, la situazione si ribalta in molti aspetti. Per prima cosa l’ambientazione si allontana parecchio dal futuro Skyrim, portandoci in un tempio tra le sabbie a Bangkorai. Le streghe lasciano il posto ai vampiri e i nostri compagni di viaggio saranno Shelaria e Fennorian, due individui che più lontani non si può. La prima è una guerriera che è rimasta ferita durante l’assalto dei predoni nel tempio che doveva difendere; il secondo è invece un vampiro, razza da sempre odiata da Shelaria e dalla sua gente, che proverà a convincerla di non far parte del gruppo che l’ha assalita. Questa situazione funziona a meraviglia, offrendo scambi di battute interessanti che invece mancavano in Icereach, creando una narrazione frizzante che non delude.

I motivi per cui Unhallowed Grave ci è piaciuto maggiormente non si limitano però alla sola trama. Intanto l’idea di inserire un rampino per farci avanzare è un’eccellente trovata che speriamo di poter ritrovare anche in altri dungeon futuri e, perché no, direttamente dentro alla prossima grande avventura a Skyrim. Il suo uso si applica su appigli specifici, quindi non dovrebbe esserci il rischio di vedere TESO diventare un Titanfall fantasy, mente il suo uso anche nei combattimenti può offrire qualche tecnica extra e per nulla scontata. C’è più esplorazione in questa mappa e anche se la difficoltà è minore (per esempio non c’è nessuno che con un colpo ti fa fuori all’istante), la storia e la progressione ne guadagnano. Poi tanto c’è la modalità Veterano se proprio volete sudare a caccia di qualche bel bottino. Notevoli comunque gli scontri, compreso il gigante di ossa che vi aspetta alla fine e che chiude il migliore dei due dungeon qui proposti.

Se è vero che il piatto forte di questo 2020 per TESO arriverà a giugno con Greymoor, è anche vero che il qui presente Harrowstorm sa come far divertire e, perché no, far correre la fantasia. Stuzzicandoci con due storie valide e con l’eccellente trovata del rampino, questa espansione riesca a fare da prologo senza sfigurare e, anzi, facendo salire la voglia di scoprire cos’altro si saranno inventati gli sviluppatori. Tutto quello che guadagnerete in termini di equipaggiamento potrà dimostrare il suo valore solo quando raggiungeremo finalmente Skyrim, ma come antipasto fa davvero ben sperare.

Pro

- Dungeon ben studiati

- Alcune meccaniche originali

- Shelaria e Fennorian convincono

- Bottino adeguato

Contro

- Lyris Titanborn troppo anonima

- Non aspettetevi di raggiungere Skyrim

- Rimangono solo due dungeon

Redazione

8,0

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Scheda

  • Data di uscita / 05/06/2018
  • Sviluppatore / Bethesda Softworks
  • Produttore / Bethesda
  • Doppiaggio / Inglese
  • Sottotitoli / Inglese
  • Giocatori offine / ---
  • Giocatori online / 1 - ...
  • Raggiungi la pagina ufficiale

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