The Morning Show - Recensione

Una sottile critica alla società moderna, su Apple TV+

di Salvatore Cardone / giovedì 23 gennaio 2020 / Recensione

Il mondo dell’intrattenimento, specie quello legato alla sfera delle serie TV, sta vivendo un momento d’oro clamoroso. Mai prima d’ora la qualità degli show è stata mediamente così alta e soprattuto estesa, in cui ogni emittente - o quasi - può contare senza troppi affanni su almeno un paio di show di primissimo livello, offrendo così allo spettatore un ventaglio di scelte e possibilità variegato e a tratti spiazzante. E così, nel periodo in cui a farla da padrona sono prodotti come Chernobyl, The Young Pope (e il suo sequel attualmente in corso, The New Pope) del genio Sorrentino, il The Witcher di Netflix, l’adattamento televisivo di Watchmen, l’ottimo Mindhunter, i pargoli di Nick Pizzolato (True Detective) e tanti altri esponenti di una lista potenzialmente infinita, rischia di finire completamente inosservata The Morning Show, ambiziosa produzione di Apple disponibile dallo scorso novembre sulla piattaforma streaming Apple TV +, una serie che racconta in modo crudo e diretto tutto ciò che avviene in un ambiente apparentemente idilliaco come quello della televisione. Macchinazioni, tradimenti, abusi, fino al suicidio, sono tutti temi che vengono trattati con grande cura e rispetto dalla coppia in cabina di regia Mimi Lader e David Frankel ma anche con un piglio fresco e diretto che non ha paura di risultare spesso e volentieri un piccolo attacco alla società moderna.

Il titanico e stratificato comparto narrativo dello show prende vita praticamente dopo i primissimi minuti, in cui la star dello show più seguito a amato dello stato, appunto il The Morning Show - un po’ l’equivalente del nostro “Uno Mattina”, tale Mitch Kessler (Steve Carell), stravolge la sua vita e quella di tutti i suoi colleghi. Sulla testa di Mitch cadono delle gravissime accuse di molestie sessuali continue, perpetrate per anni, che gli valgono un ovvio crollo lavorativo che si palesa in modo repentino e inesorabile, esponendo in tal modo tutto il programma, l’intera emittente e tutti quelli ad essi collegati. Tra quelli maggiormente sconvolti e praticamente distrutti da questo fulmine a ciel sereno c’è la bella e potente Alex Levy (Jennifer Aniston), partner storico di Kessler, ovviamente finita prontamente sotto l’occhio del ciclone insieme al collega, ma anche un’intera squadra composta da numerose persone, tutte sconvolte da quanto accaduto, desiderose di andare avanti in qualche modo e lasciarsi alle spalle rapidamente una storia surreale e tremendamente negativa. Ad incastrarsi con forza in un meccanismo già di per sé sull’orlo della rottura, ci pensa poi l’arrivo della giornalista Bradley Jackson (Reese Witherspoon) dalla lingua tagliente più di una lama affilata, la cui carriera è stata fortemente rallentata proprio dalla sua incapacità di calcolare e ragionare prima di agire, una caratteristica che, in qualche modo, la farà avvicinare allo show in modi che non vogliamo assolutamente anticiparvi. Per non privarvi dello spirito di scoperta che in una serie simile non abbandonerà mai lo spettatore, ci vogliamo fermare qui nell’anticiparvi una trama ricca come non mai di spunti di interesse, sottotrame interessanti e colpi di scena continui, capaci di stravolgere in continuazione tutto quanto lo spettatore stesso può dire di aver capito sulla stessa produzione. Tutto questo culmina con un finale complessivamente lento e forse leggermente meno eccitante del previsto, ma che lascia le porte spalancante per mood futuri più che variegati.

Se il comparto narrativo è certamente uno dei punti più interessanti della produzione, non avrebbe lo stesso sapore senza la presenza di un cast tanto valido. I - tantissimi - personaggi che vengono disegnati ad arte hanno tutti una storia da raccontare, un passato complesso e un presente ambiguo, portandosi dietro un numero di scheletrì nell’armadio impressionante. Andando avanti con gli episodi, infatti, si scoprono i numerosi segreti che vigono all’interno della troupe dello show, dai collaboratori ai produttori, in cui tutti sembrano avere tanto da perdere ma anche da guadagnare. Ed è proprio qui che la produzione Apple mostra i muscoli, confezionando un prodotto quasi perfetto in termini di caratterizzazione di una quantità di comprimari, che sarebbe meglio definire co-protagonisti, senza eguali. Sullo sfondo della predominante “trama principale” che riguarda Mitch e la sua drammatica uscita di scena, si affacciano infatti numerose “storie secondarie” che in qualche modo convergono in un puzzle narrativo intrigante e appassionante. La più affascinante di esse è senza dubbio quella legata alla bella Hannah Shoenfield (Gugu Mbatha-Raw), apparentemente estranea a tutta la vicenda, ma che col passare degli episodi si scopre sempre più centrale nell’economia della vicenda, accompagnandola verso un epilogo inatteso e sconvolgente. La sua storia rappresenta anche una frecciatina al mondo dello spettacolo in generale e a quella terribile sensazione e convinzione in cui il prostrarsi e il rendersi disponibili a qualsiasi cosa può pagare, ma anche avere conseguenze poco piacevoli.

La “pesantezza” dei temi trattati non va però intesa come narrativa o stilistica, mantenendo una direzione fresca e frenetica dal primo all’ultimo episodio. Pur dando spazio a tanti momenti riflessivi e introspettivi, in cui magari la protagonista combatte contro la figlia ribelle che non l’hai mai apprezzata, giusto per fare un esempio, la serie mantiene alto il livello di dinamicità generale, in cui gli eventi si susseguono con velocità, schizzando da un punto all’altro senza soluzione di continuità. Ciò però avviene con una cura per i dettagli maniacale, e nessuna storia viene sbrigata senza la giusta cura, risultando fondamentale per la comprensione delle intricate meccaniche che si snodano dietro ad ogni micro-storia, collegate tutte (o quasi) in qualche modo alla macro-storia generale. Il risultato è una sequenza di otto episodi, dalla durata di un’ora abbondante l’uno, tutti piacevoli da guardare e da vivere. Complessivamente siamo molto soddisfatti di quanto visto, seppur alcune storie e alcuni passaggi appaiono certamente meno originali e interessanti, tutto risulta di un livello elevato, tanto da farci attendere a braccia aperte quella che sarà la prossima stagione. 

La prima stagione di The Morning Show è un centro pieno (o quasi). Sul piano narrativo la serie risulta praticamente inattaccabile, grazie anche ad una storia di fondo interessante e soprattutto fresca e originale, che mette a nudo con un piglio frenetico e quasi divertente delle tematiche tanto attuali quanto immorali. Il risultato è dunque un prodotto validissimo, una vera piccola perla dell’universo serial e sicuramente il miglior prodotto finora partorito da Apple TV+.

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Scheda

  • Data di uscita / 01/11/2019
  • Attori / Jennifer Aniston, Reese Whiterspoon, Steve Carell
  • Genere / Drammatico
  • Durata / 60 minuti per 8 episodi

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