The Umbrella Academy 2 - La recensione della seconda stagione - Recensione

Abbiamo divorato i dieci episodi della seconda stagione de The Umbrella Academy. Ecco il nostro responso definitivo!

di Salvatore Cardone / mercoledì 05 agosto 2020 / Recensione

In un anno ricco di sorprese (di cui molte negative) e di incertezze, avvicinarsi al tanto amato - ma anche odiato - periodo estivo non è stato esattamente semplice. In un mare di dubbi, di rinvii, di riprese forzate e di finali anticipati, una delle poche certezze - a parte il caldo insopportabile, ovviamente - aveva un nome ben preciso: The Umbrella Academy. La seconda stagione dello show targato Netflix, ispirata ai comics di Way e Bà aveva però una tutt’altro che semplice missione: bissare e, se possibile, migliorare il tripudio di consensi generati con la prima iterazione della serie, confezionata ad hoc da Steve Blackman da tutto il suo staff, capace di riuscire a parlare ad un pubblico incredibilmente vasto e variegato.

Del resto, lo avevamo capito anche nella passata stagione: The Umbrella Academy è un prodotto particolare, che vuole osare sul fronte della narrazione toccando temi delicati ma in modo leggero, quasi caricaturale, affidando ai protagonisti dello show, a loro volta autoironici e completamente fuori di testa (alcuni forse un po’ più di altri, certo) il compito di fare da volto narrante a una lunga sequenza di vicende, manco a dirlo, esagerate e inspiegabili.

Dopo aver letteralmente divorato i dieci episodi che compongono questa seconda stagione dello show siamo pronti a dare un giudizio definitivo, molto positivo ma non esente da riserve, figlio di una gestione della seconda metà di serie semplicemente perfetta e di un finale roboante, che ci lasciano ben sperare per il futuro, in un’eventuale terza stagione che ora appare praticamente obbligatoria e scontata.

Senza entrare troppo nello specifico, per evitare di incappare nel pericolo spoiler, da cui vi vogliamo chiaramente salvaguardare, vi basti sapere che il nuovo arco narrativo è ancor più complesso, contorto e sgangherato di quello visto circa un anno e mezzo fa. Dopo aver provato - invano - a salvare il mondo dal temibile potere della “Numero Sette” Vanya (Ellen Page), Numero Cinque (Aidan Gallagher) aveva compiuto un ultimo disperato salto temporale per salvare quantomeno la sua famiglia, riuscendo incredibilmente nell’impresa. I membri della famiglia Hargreeves però si sono in qualche modo separati a livello cronologico gli uni dagli altri, risvegliandosi in modo distinto e separato in un lasso di tempo di tre anni (dal 1960 al 1963) nello stato del Texas, più precisamente a Dallas, teatro di una battaglia sociale che lentamente diventa sempre più grande ed estenuante.

Il pericolo “storico” però non è l’unico problema da affrontare nella nuova realtà: Numero Cinque, desideroso di ritrovare e riunire la sua famiglia viene avvicinato da una versione più anziana di Hazel, che gli rivela un’informazione a dir poco shoccante: l’Apocalisse avverrà di nuovo, con forme diverse, ma colpirà ancora una volta la Terra, dimostrandosi così in qualche modo legata agli sfortunati membri della famiglia più turbolenta d’America. Inutile dirvi che quando si tratta di salvare il mondo da un’Apocalisse è Numero Cinque l’uomo da chiamare, e il “giovane” Hargreeves non ci pensa due volte a ripetere la stessa missione già portata avanti in precedenza: riunire la sua famiglia e provare a salvare la situazione, con ogni mezzo. Stavolta, però, le cose non sono esattamente semplici: i membri della Umbrella Academy si sono rifatti in qualche modo una vita nella nuova realtà temporale, in particolare Allison, Klaus e la stessa Vanya, e chiaramente non hanno la stessa lucidità e soprattutto la stessa voglia di Numero Cinque di lasciarsi tutto alle spalle e ritornare alle proprio vite. Ne consegue una stagione spaccata fondamentalmente in due, in cui i primi episodi, così come in passato, fungono da reclutamento, per poi aprirsi nel solito turbinio di eventi senza freni e senza pause, in cui le uniche certezze sono la divisa di Numero Cinque e i colpi di scena, sempre dietro l’angolo e pronti ad assalire lo spettatore in qualunque momento.

Come in precedenza, il punto di forza più evidente dello show è innegabilmente rappresentato da un cast messo su ad hoc dalla produzione, che in questa stagione raggiunge una qualità e una consapevolezza dei propri mezzi nettamente superiore. Se Numero Cinque continua con la sua leadership indiscussa dal punto di vista dell’apprezzamento dei fan, è evidente quanto anche tutti gli altri protagonisti della storia abbiano ricevuto un trattamento speciale in questa seconda stagione, figlio di una scrittura più sicura e precisa, ma anche con più “mezzi” a disposizione. Il nuovo contesto storico offre ai fratelli Hargreeves un pretesto per crescere, un modo per diventare persone migliori, non soltanto nel fronteggiare la classica “fine del Mondo”, ma anche a livello più intimo e morale. Pensiamo subito a Allison (Emma Raver-Lampman), divenuta un’attivista in prima linea per i diritti degli afroamericani, o a Klaus (Robert Sheehan) che, conservando la propria verve morale e comportamentale, è diventato, con una certa naturalezza, il leader di una setta religiosa che lo venera come una sorta di divinità scesa sulla Terra. 

Le nuove vite dei membri della Umbrella Academy sono comunque destinate a subire scossoni importanti, portati anche da quelle che sono le new entry di questa nuova stagione. Pensiamo ad esempio alla bella e letale Lila Pitts (Ritu Arya), che si avvicina a Diego (David Castaneda) per ragioni che non vogliamo svelare, o al buon Raymond (Yusuf Gatewood), fino alla dolce e indifesa Sissy (Marin Ireland), la cui storia diventerà sempre più importante col passare degli episodi. Assume una valenza sempre maggiore, dunque, il fattore morale e soprattutto la forza del legame della famiglia, che si palesa a più riprese anche con la toccante gestione del binomio Klaus - Ben (Justin H. Min), di cui però non vogliamo anticiparvi niente per ovvie ragioni. A rendere il fattore familiare un elemento cardine della nuova stagione ci pensa poi l’arrivo, o per meglio dire il ritorno, del buon Reginald Hargreeves (Colm Feore), ancora una volta una figura centrale nello sviluppo non soltanto della famiglia, ma anche degli stessi eventi della storia. Chiosa finale anche per il “villain” di questa nuova stagione, Handler (Kate Walsh): la sua ricerca ossessiva nel riprendere il controllo della Commissione e la sua guerra “velata” contro la famiglia Hargreeves hanno rappresentato una parte importante dello show che, siamo sicuri, probabilmente, non ci avrebbe appassionato così tanto senza di lei.

Vogliamo dirvelo senza pensarci due volte: superato il “blocco” dei primissimi episodi, leggermente più lenti e meno fedeli allo stilema produttivo dello show, la nuova stagione di The Umbrella Academy supera in tutto e per tutto quella precedente da un punto di vista squisitamente tecnico e realizzativo. Una sceneggiatura più decisa, una fotografia più sapiente e una gestione del materiale a propria disposizione nettamente più forte sono gli elementi fondamentali di un prodotto leggero nel suo trattare temi importanti, spesso e volentieri varcando il confine anche dei contenuti stessi, nella maggior parte dei casi evidentemente pensati per un pubblico più adulto ma abilmente “nascosti” da quell’aura scanzonata che fa sì che ogni cosa sembri non voler mai prendersi veramente sul serio. A ciò si aggiunge ancora una volta una colonna sonora strepitosa, che unisce pezzi pop attuali a brani dell’epoca, rivisitati in splendide cover e non, che riescono ad accompagnare ogni singolo evento con una coerenza ed una profondità sensoriale invidiabile. Ne conseguono episodi dal ritmo esagerato, quasi fuori controllo, che rendono la progressione della storia una vera e propria epifania sensoriale, il cui climax viene raggiunto da un finale altrettanto fuori di testa e inaspettato che, come dicevamo in precedenza, apre le porte, anzi le spalanca, verso una terza stagione che avrà ancora una volta tantissimo da dire.

La seconda stagione di The Umbrella Academy riesce nell’arduo compito di migliorare sotto quasi ogni punto di vista quella precedente, pur mostrando il fianco ad alcune problematiche maggiormente evidenti nella prima parte di stagione. Il viaggio nel tempo della famiglia Hargreeves migliora non soltanto la qualità dello show, ma anche i rapporti interpersonali tra i vari membri, ancora una volta chiamati a combattere contro una fine del mondo tanto temibile quanto inesorabile. E, complice un finale incredibilmente aperto, siamo sicuri che il loro nuovo status emotivo e comportamentale gli sarà di grande aiuto: del resto, lo abbiamo capito, l’Apocalisse è sempre dietro l’angolo!

Pro

- Ritmo incredibile, che accompagna la serie per (quasi) tutta la sua durata

- Il nuovo setting funziona alla grande

- La maturazione dei personaggi è evidente 

- Il binomio Ben-Klaus è sempre più divertente (e toccante)

- Un finale incredibile, che rende l'attesa per la nuova stagione a dir poco insopportabile

Contro

- Inizio eccessivamente lento

- Alcuni passaggi potrebbero risultare poco chiari

Redazione

8,3

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Scheda

  • Data di uscita / 15/02/2019
  • Produttore / Netflix
  • Doppiaggio / Italiano
  • Durata / 55 min episodio

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