Total War: Three Kingdoms - Mandate of Heaven - Recensione

Si accende il fuoco della rivolta!

di Marino Puntorieri / martedì 28 gennaio 2020 / Recensione

Sono passati più di otto mesi dall’uscita di Total War: Three Kingdoms e l’ultima fatica dei ragazzi di Creative Assembly continua ad essere supportata da DLC, approfondendo un contesto bellico tanto ramificato quanto affascinante come la Cina dei Tre Regni. L’ultimo dei contenuti aggiuntivi, reso disponibile in queste settimane, prende il nome di Mandate of Heaven e dopo averlo analizzato siamo pronti a dirvi se vale la pena l’esborso di circa dieci euro richiesti per gettarsi in questa nuova avventura.

 

Total War: Three Kingdoms - Mandate of Heaven ci permette di fare un tutto nel passato rispetto alla campagna principale, e se con Eight Princes abbiamo fatto un balzo temporale in avanti per segnare la lotta dei principi della dinastia Sima, qui a ritroso ci ritroviamo nel periodo più cupo per il trono imperiale conquistato dalla Dinastia Han. La campagna inizia precisamente nel 182 d.C con i signori della guerra già conosciuti in balia di un impero estremamente deteriorato dall’interno e la Ribellione dei Turbanti Gialli alle porte, pronti a incendiare un popolo ferito e voglioso di rivoltarsi contro i propri padroni.

La novità assoluta in Mandate of Heaven è proprio la scelta di uno o l’altro schieramento nella guerra che storicamente ha preso il nome di “Guerra del Mandato del Cielo”. Si possono scegliere tra le file delle nuove fazioni lo stesso imperatore Liu Hong o il giovane fratello, principe di Chen, Liu Chong con differenti obiettivi e approcci, oppure tuffarsi nella rivolta con i fratelli Zhang ispirando la ribellione di ogni centro abitato limitrofo ai propri possedimenti. Nel mezzo, Creative Assembly ha saggiamente permesso di selezionare anche diverse fazioni presenti nel pacchetto base, differenziate nelle tipologie di unità e nella maggior parte dei casi anche nella posizione iniziale di schieramento su mappa, regalando nuovi approcci alle partite.

Rispetto al passato, la difficoltà della nuova espansione è più alta e lo si scopre fin dall’inizio della campagna, dove a prescindere dalla bandiera scelta ci si ritrova con numerosi ostacoli e problemi gestionali che difficilmente danno tregua al videogiocatore. L’imperatore Liu Hong, ad esempio rappresenta la sfida più impegnativa, nonostante i numerosi vassalli sulla mappa, e bisogna gestire una grave crisi economica che depaupera le finanze, cercando anche di controllare una corte interna frammentata in tre schieramenti tra burocrati, consiglieri di guerra e nobili pronta a instaurare dubbi e freni ai nostri ordini. Dal lato dei Turbanti Gialli, invece, bisogna attuare una politica aggressiva sul fronte militare per cercare di favorire ribellioni in tutto il territorio, combattendo contemporaneamente contro gli eserciti della stragrande maggioranza dei signori della guerra agli ordini dell’impero. Cambiano anche le condizioni di vittoria per cercare di bilanciare uno squilibrio tra le forze, basate sulla presunta diffusione o meno della rivolta su più di 50 territori, con un comodo indicatore presente su schermo da poter tenere sempre sott’occhio proprio per vedere l’evoluzione dei giochi di potere turno dopo turno.

Tecnicamente parlando, Mandate of Heaven mantiene la stessa elevata qualità del gioco base con un ricercato livello di dettagli per generali e unità. Finalmente le nuove fazioni tornano ad essere protagoniste e rilanciano il mezzo passo falso fatto (come anonimato sia chiaro) per i Principi del precedente DLC, aggiungendo anche nuove funzioni riguardanti l’albero dell’evoluzione tecnologica. Feature completamente rinnovata per la fazione dei Turbanti Gialli con skill e bonus che hanno l’obiettivo di alimentare e favorire una strategia maggiormente offensiva e che cerca di battere sul tempo gli eserciti avversari. Peccato solo non avere nessuna variazione sulla mappa di gioco dal punto di vista estetico; avremmo preferito un minimo di varietà anche sotto questo punto di vista, ma il riciclo degli asset viene per lo più giustificato da tutta la bontà sopracitata.

Il nuovo DLC per Total War: Three Kingdoms è un contenuto valido che espande ulteriormente un periodo storico ricco di situazioni belligeranti da mostrare ai videogiocatori. Mandate of Heaven, sotto un’apparente campagna uguale a quanto già visto, presenta sostanziali novità che diversificano e arricchiscono le partite soprattutto sul piano gestionale. Un must have per gli amanti del gioco base, ancor più consigliato per gli amanti delle sfide più impegnative e che cerca situazioni maggiormente dinamiche da tenere sotto controllo su una mappa immensa e affollata come mai prima d’ora. Creative Assembly continua ad avere profondo rispetto della propria community e lo sta dimostrando con un nuovo contenuto, sostanzioso quantitativamente e qualitativamente, senza chiedere un esagerato esborso.

Pro

- Nuove Fazioni ben differenziate per meccaniche e obiettivi

- Più impegnativo per dinamiche proposte fin dai primi turni

- Prezzo budget

Contro

- Nessun cambiamento sulla mappa di gioco e le battaglie in tempo reale

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Scheda

  • Data di uscita / 23/05/2019
  • Sviluppatore / The Creative Assembly
  • Doppiaggio / inglese
  • Sottotitoli / italiano
  • Giocatori offine / 1
  • Giocatori online / 1-4
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