Werewolf: The Apocalypse - Earthblood - Recensione

Chi può salvare il mondo se non un Licantropo?

di Marino Puntorieri / lunedì 22 febbraio 2021 / Recensione

Fin dal suo primo annuncio sul finire del 2018, Werewolf: The Apocalypse – Earthblood è riuscito genuinamente ad attirare l’attenzione generale, merito anche di alcune promesse circa un gameplay variegato e incastonato su una trama che non sarebbe stato un mero contorno per i soliti risvolti action. Nonostante sapessimo non si trattasse minimamente di un progetto tripla A, gli sforzi sul progetto sviluppato da Cyanide, in collaborazione con Nacon per le risorse dalle quali attingere, non erano comunque quelli di un indie qualsiasi, ma anzi di un prodotto almeno in teoria capace di reggersi sulle proprie gambe e ritagliarsi uno spazio di tutto rispetto nel mercato di riferimento. Diciamo in teoria perché, lo anticipiamo, nonostante sia basato su un universo fortemente dark fantasy capace di strizzare l’occhio a una nutrita community di giochi da tavolo legata all’omonimo brand, ci siamo ritrovati tra le mani un prodotto finale che presenta evidenti limiti in ogni sua sfaccettatura.

 

Ciò che è evidente in Werewolf: The Apocalypse – Earthblood e che gli sviluppatori hanno fatto il passo più lungo della gamba, cercando di attingere da più fonti per offrire un gameplay variegato e incline sia ai videogiocatori amanti della violenza tipica degli hack and slash sia agli amanti di un approccio più ragionato e stealth, ma il risultato finale si è rivelato ben al di sotto delle discrete aspettative che si erano create negli ultimi due anni. Partendo dalla trama, siamo nell’universo incredibilmente variegato del “Mondo di tenebra”, famoso per i natali ad esempio di un’opera come Vampire: The Masquerade, con una nuova serie di conflitti tra umani, spiriti e creature delle più disparate origini (dark) fantasy. Nel gioco interpretiamo Cahal, licantropo che vive assieme al rispettivo branco con l’obiettivo salvare il mondo da una forza oscura denominata Wyrm che sta prendendo il sopravvento a causa del comportamento opportunistico di alcune corporazioni sullo sfruttamento delle risorse del pianeta.

Da questo presupposto iniziano le nostre peripezie nella lotta contro la principale fonte della diffusione nel mondo di questa oscurità, ovvero la Endron; una multinazionale pronta ad accrescere i profitti senza preoccuparsi del mondo e di chi lo possa abitare, umani e non.  Parliamo di una storia che tolta le ottime premesse inizia a scricchiolare fin dalle battute iniziali; il protagonista perde la propria amata a causa di un assalto a una base e, dalla rabbia (con uno stato di offuscamento mentale denominato semplicemente Furia), colpisce indistintamente nemici e alleati. Un attacco del quale, una volta tornato in sé, si pente amaramente e decide di redimersi tramite un esilio forzato lontano dagli amici e dalla figlia. Ovviamente l’esilio durerà ben poco a causa delle manovre sempre più offensive da parte della malvagia corporazione e il silenzioso Cahal dovrà nuovamente far affidamento sulla propria rabbia per eliminare una volta per tutte la minaccia. Parliamo di una narrazione estremamente frammentaria e dove fatichiamo clamorosamente a entrare un minimo in empatia con le varie situazioni mostrate su schermo. Vuoi per le animazioni legnose o l’inespressività facciale, rimane difficile non definire piatti i vari personaggi presentati nel corso dell’avventura, ed è seriamente un peccato perché il materiale dal quale attinge l’intera opera è interessante e viene trasmesso tramite numerosi documenti da trovare per approfondire il ricco background. Anche le linee di dialogo sono numerose e alcune sorprendentemente ben implementate, ma considerando quanto appena detto rimane difficile dare un filo logico e seguire con il giusto coinvolgimento le vicende, finendo paradossalmente per allontanare l’utente da ogni possibile approfondimento.

Dal punto di vista del gameplay effettivo, non possiamo non cercare di apprezzare gli sforzi degli sviluppatori nell’attribuire una doppia anima all’intera esperienza, ma amalgamare stealth e combattimento corpo a corpo si è tradotto in un connubio dalla faticosa convivenza senza riuscire a far emergere un minimo di carattere e personalità. Cahal fa affidamento su tre trasformazioni; può diventare un classico lupo per muoversi tra le linee nemiche, infiltrarsi velocemente e silenziosamente e sfruttando uccisioni silenziose in alternanza alla classica forma umana, mentre nella forma da lupo mannaro può assumere un assetto più agile utile per colpi rapidi e un assetto “tank” più lento ma con attacchi ben più letali. Le fasi stealth sono quelle che, dal punto di vista delle meccaniche di gioco di Werewolf: The Apocalypse – Earthblood, convincono meno: complice un IA poco brillante e che alterna momenti di acume incredibile nell’individuare i nostri spostamenti a lacune ai limiti del grottesco, senza dimenticare un design dei livelli letteralmente “a scompartimenti” che fatica a valorizzare le meccaniche un minimo più ragionate.

Qualcosa di apparentemente più godibile si intravede con i combattimenti, e precisiamo che se non si vuole cercare di perdere la pazienza a finire intere sessioni stealth si può perdere il controllo in ogni area fin da subito per menare le mani come si deve. I nemici sono presenti in discreto numero e le ondate numerose permettono di premere i pulsanti del controller staccando il cervello, nel senso positivo del termine. Alla fine dei conti, però, si tratta di una formula estremamente ripetitiva e che punta sulla difficoltà di gioco e un numero esagerato di nemici per far raggiungere il game over più e più volte, complice una telecamera estremamente ballerina che ha causato più di un momento di frustrazione. Peccato perché gli sviluppatori hanno inserito un sistema di progressione discreto, con numerosi perk da poter sbloccare per ogni forma, e la possibilità nel combattimento di switchare con disinvoltura tra le due trasformazioni e concatenare delle serie discrete di attacchi. Non mancano nemmeno alcune boss fight inserite per cercare di spezzare i combattimenti più classici, ma non sono proprio riuscite a convincerci nella maggior parte dei casi. Buona invece l’idea di inserire anche alcune missioni secondarie legate alla ricerca di un discreto numero di spiriti, scelta utile a confermare l’idea di pescare da un background che aveva fin dagli albori tutte le potenzialità per mostrare molto di più e incuriosire anche i neofiti sul contesto di riferimento.

Tecnicamente parlando, invece, Werewolf: The Apocalypse – Earthblood presenta molti bassi che pochi alti, e se da un lato durante le fasi di “esplorazione” si possono notare alcuni scorci interessanti focalizzandosi sui dettagli in primo piano, tra vegetazione ed edifici vari si notano grossolani errori di modellazione poligonale. Senza dimenticare texture nella maggior parte dei casi poco curate e, come anticipato, una gestione e caratterizzazione estetica dei volti dei vari personaggi che fa pensare a un comparto tecnico non proprio al passo delle nuove tecnologie. Da apprezzare invece la caratterizzazione estetica di alcuni spiriti principali, così come del Licantropo appena trasformato, e si evidenzia una certa soddisfazione nella resa scenica del campo di battaglia contornato da schizzi di sangue sparsi un po’ ovunque. Rimane discreto, infine, il comparto sonoro, e vogliamo premiare la scelta di utilizzare tracce riconducibili al genere metal per accompagnare con la giusta dose di adrenalina i vari scontri.

Werewolf: The Apocalypse – Earthblood è un titolo dalle ottime potenzialità che finisce però per perdersi e inciampare. Forse sarebbe stato meglio concentrarsi su poche caratteristiche ma più sfaccettate e profonde, piuttosto che basare l’intera struttura su un binomio stealt – action che fatica a sollevarsi dal già visto. Il tutto contornato da una trama e dei personaggi con i quali non si riesce a creare la giusta empatiarendendo le circa dieci ore impiegate per raggiungere i titoli di coda a tratti pesanti.  Un po’ di rammarico rimane, e considerando il prezzo di vendita al lancio di circa 50 euro non possiamo che consigliarlo solo ai fan più sfegatati del background citato, coscienti di tutti i limiti evidenziati, in attesa magari con un forte sconto.

Pro

- Background potenzialmente interessante…

- Combattimenti discreti se approcciati d'istinto

Contro

-… ma la componente narrativa è fin troppo debole

- Fasi stealth mal gestite

- Tecnicamente faticherebbe con la precedente generazione

Redazione

5,5

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Scheda

  • Data di uscita / 04/02/2021
  • Sviluppatore / Cyanide Studio
  • Produttore / NACON
  • Giocatori offine / 1

Action Adventure, Stealth su PC, Xbox Series X/S, PlayStation 5, PlayStation 4, Xbox One

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