Bleach: il ritorno dell'anime può funzionare? - Speciale

Fan in delirio ma la mossa ha ancora senso?

di Salvatore Cardone / giovedì 30 aprile 2020 / Speciale

27 marzo 2012. L’adattamento animato di Bleach, manga culto del sensei Tite Kubo, si interrompe bruscamente nonostante il materiale a disposizione fosse tutto sommato sufficiente o, comunque, lo sarebbe diventato da lì a poco. Dell’anime, tra i più amati e seguiti del panorama nipponico del periodo, sparirono lentamente le tracce, finendo col diventare soltanto un piacevole ricordo. I (tantissimi) fan rimasero increduli: com’era possibile, al netto di un calo qualitativo sensibile ma non tale da motivare una scelta simile, rinunciare alla messa in onda di quello che sarebbe stato l’ultimo arco narrativo di un manga che vanta oltre 70 volumi e quasi 400 episodi animati? Nessuno ha mai saputo spiegare tale scelta, anche perché lo stesso Kubo si era detto più volte favorevolissimo al ritorno della serie animata. Le parole del sensei però, bersagliato dai fan per aver dato al manga una conclusione frettolosa e soprattutto poco coerente e qualitativamente sotto le aspettative, lasciavano trapelare un cauto ottimismo, quella dose di speranza che non guasta e che, improvvisamente, è diventata molto più di un semplice volo pindarico.
Con un annuncio a sorpresa e quanto mai insperato, è arrivata infatti la notizia tanto attesa dai tantissimi fan, rimasti fedeli a Ichigo e compagnia al netto di tutte le polemiche e dei problemi sopraelencati: Bleach è pronto a tornare sul piccolo schermo.

Ci eravamo lasciati, ormai quasi otto anni fa, con la messa in onda dell’arco narrativo meno apprezzato e oggettivamente meno riuscito dell’opera, ossia quello legato ai Fullbringer e alla riconquista dei poteri smarriti da parte del protagonista, il buon Ichigo Kurosaki, divenuto purtroppo un “semplice” umano. Nonostante una meritata e sofferta pace, raggiunta al seguito di uno scontro lungo e violento con quello che è riconosciuto all’unanimità come il villain più carismatico della produzione (Aizen Sosuke), le cose per Ichigo, Orihime, Chad, Ishida e tutti gli altri protagonisti della storia creata da Kubo-sensei sono destinate a precipitare rapidamente, a causa di una nuova minaccia, in realtà ben radicata al passato dei Gotei 13, sempre ricco di misteri e di segreti nascosti, di cui molti sono completamente ignari. Per tal motivo, sotto la pressione di Rukia e Renji, due personaggi molto legati al gruppone dei protagonisti, proprio la società degli Shinigami decide di correre in aiuto di Ichigo e degli altri per far fronte ad un nemico più forte del previsto, ma letteralmente incapace di rimanere nella mente dei fan. Proprio da quel punto, con ogni probabilità, sono partiti i problemi principali dell’opera. Questo, chiaramente, per quanto concerne la controparte cartacea, poiché l’anime, dopo appunto la parentesi legata allo sfortunato arco narrativo di cui vi abbiamo parlato poc’anzi, non ha mai rivisto la luce, troncato all’improvviso e senza appello a causa proprio di un crollo degli ascolti imprevedibile e inquantificabile.

Nonostante tutto, però, buona parte dei fan non ha mai digerito questa cancellazione. Buona parte della community, si è sentita (aggiungeremmo giustamente) tradita e abbandonata, poiché in molti - all’epoca molto più di adesso - prediligevano la versione anime a quella su carta delle varie opere provenienti dal Paese del Sol Levante.
Con queste basi è chiaro come l’annuncio a sorpresa del ritorno dell’adattamento animato abbia generato un grande senso di soddisfazione, figlio non tanto dello scoprire come andrà a finire la vicenda, visto che molti si sono buttati sul manga per saperlo e concludere la storia, ma soprattutto per giustizia nei confronti di un prodotto messo in un angolo troppo presto. Partendo da queste premesse, è chiaro quanto le aspettative intorno alla nuova produzione, su cui Bandai e Shueisha non si sono ancora esposte per quanto riguarda i dettagli più tecnici, siano veramente alle stelle, anche perché Bleach era ed è rimasto uno dei prodotti più chiacchierati ed apprezzati del settore. Immaginare dunque di ritrovarsi tra le mani un lavoro approssimativo o poco coerente, e soprattutto non in linea con lo splendido lavoro svolto dallo Studio Pierrot con l’originale pubblicazione, sarebbe una follia, specie dopo aver espresso l'intenzione di rimetter mano ad uno dei pezzi da novanta dello scorso decennio. Il fatto poi che la nuova serie, com’è già stato ampiamente anticipato, andrà a coprire tutto l’ultimo arco narrativo conclusivo (qualcosa come quasi 20 volumi del manga) è un elemento aggiuntivo di quanto il tutto dovrà per forza di cose essere organizzato con cura e programmazione, sia per una questione di quantità dei contenuti sia perché, chiaramente, trattandosi del gran finale, diventa tutto più delicato.

Chiunque verrà incaricato della trasposizione animata della tanto criticata Guerra dei Mille Anni, arco narrativo conclusivo di un’opera capace di rivaleggiare con mostri sacri come One Piece, Dragon Ball e Naruto per molti anni, avrà dunque un compito a dir poco delicato anche perché, negli ultimi anni, l’evoluzione (e per alcuni involuzione) del settore dell’animazione ha subito scossoni violenti che ha portato a cambiamenti continui e non sempre positivi. Ancor più delicato sarà poi il compito di portare sul piccolo schermo un materiale che in molti hanno già bocciato, in qualche modo bollandolo come un’onta irremovibile su ad un prodotto che nel corso dei suoi primi anni di vita ha saputo sorprendere e appassionare milioni di fan. Dunque, il discorso qualitativo sarà uno dei più influenti nella valutazione del prodotto finale? La risposta è probabilmente nel mezzo, poiché gli elementi più importanti per sancire o meno il successo di questa operazione sono anche altri e non vanno sottovalutati.
Oltre al discorso tecnico, c’è un altro importante aspetto da considerare quando si parla di Bleach e del suo ritorno sulla scena degli anime giapponesi, ed è quello legato al tempo. Sì, avete capito bene: può un prodotto come Bleach riuscire a a replicare lo stesso successo del passato ai giorni d’oggi? In questo caso, la risposta non è tanto semplice, poiché le variabili in gioco sono decisamente maggiori. È innegabile che l’industria sia cambiata parecchio negli ultimi anni, così come, in generale, lo stesso pubblico ha cambiato il proprio apprezzamento nei confronti di ciò che vede, e per questo dare per scontato il successo di un prodotto, che si tratti di una novità o di un ritorno illustre, non è mai una mossa azzeccata. Ne è una prova, ad esempio, il clamoroso fallimento di Samurai 8, il nuovo lavoro di un guru dell’industria come Masashi Kishimoto (il “papà” di Naruto), di cui soltanto qualche mese fa eravamo pronti a tessere le lodi e ad immaginare un futuro a dir poco radioso, finito letteralmente schiacciato dal peso delle critiche e delle vendite sotto le aspettative tanto da dover chiudere bruscamente i battenti anzitempo, prima di riuscire a dare un vero e proprio senso ad un percorso iniziato e concluso in maniera fin troppo repentina.

Il tempo, inteso come il cambiamento avvenuto in seno al pubblico seduto dall’altra parte dello schermo, può risultare un altro elemento cardine ai fini del successo (o dell’insuccesso) della manovra compiuta intorno al ritorno di Bleach a distanza di quasi un decennio. Però, in tutta onestà, noi fan di vecchia data guardiamo tutta l'operazione con quegli occhi tipici di chi è innamorato e non riesce a vedere alcun tipo di difetto o di nube all’orizzonte, ma che in realtà potrebbero esserci e risultare più ingombranti di quanto si potrebbe immaginare.
Insomma, le incognite intorno al ritorno di Bleach sono tante, ma è anche vero che, probabilmente, non c’era momento migliore per farlo. Certo, l’arco narrativo conclusivo non gode di un apprezzamento totale del pubblico e il nuovo corso del mercato degli anime e manga giapponesi è più imprevedibile che in passato, ma ci sentiamo nel complesso fiduciosi e soprattutto non vediamo l’ora di scoprire di più in merito.
Restate in attesa, dunque, ne vedremo delle belle. Gli shinigami stanno per tornare!

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Scheda

  • Data di uscita / 07/08/2001
  • Editore / Planet Manga
  • Autori / Tite Kubo
  • Genere / Shonen

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