Diablo - Speciale

La colonna portante di una saga lunga più di 20 anni!

di Fabio Lorenzi / lunedì 25 gennaio 2021 / Speciale

In questo nuovo anno che speriamo fortemente migliore del precedente, noi videogiocatori riponiamo le nostre aspettative nella possibilità di vedere in prossima uscita come Diablo IV. È vero, ancora non abbiamo alcuna ufficialità, ma la cosa sicura è che i trailer cinematografici usciti ci hanno lasciato a bocca aperta, creando un hype immenso, aspetto del tutto comprensibile, considerando gli otto lunghi anni di attesa dopo l’uscita del terzo capitolo della saga. Le anticipazioni sorprendenti ed allo stesso tempo emozionanti, mostrano l’ascesa al potere di un personaggio già visto durante la saga targata Blizzard: Lilith, la regina delle succubi e figlia del signore dell’Odio Mephisto, appare di fatto nel secondo capitolo e non vediamo l'ora di avere più dettagli sulla sua rinascita. Prima però di un addentrarci in quello che sarà un argomento caldo, vogliamo dare voce (e penna) a coloro i quali si domandano come questo capolavoro generazionale sia nato. Tutto ha inizio il 31 dicembre del 1996 con l’uscita di un videogioco sviluppato dalla Blizzard Entertainment e Condor Software, denominata Blizzard North, una volta acquisita dalla casa madre Davidson & Associates. A Diablo seguì un enorme successo che finì per influenzare videogiochi più recenti come Sacred e Divinity.

Il gioco è ambientato in un mondo chiamato Sanctuarium, un posto alquanto pericoloso ed ostile dove le popolazioni si possono contare sulle dita di una mano, con il rischio concreto di incorrere in qualche scorribanda o assassinio fortuito se si esce dalla propria città. Se valutassimo la storia del primo capitolo solo da un punto di vista superficiale, sarebbe sufficiente dire che il nostro personaggio si troverà ad avere a che fare con le forze dell’oscurità che infestano le terre di Tristram, discendendo verso gli inferi alla ricerca del Signore del Terrore. Fino a questo punto, a livello di narrativa il tutto sembra apparentemente semplice e povero di contenuti, il punto però è che c’è molto di più sul tavolo, e solo progredendo con le ore di gioco, riusciremo a cogliere i dettagli che ci aiuteranno a comporre quel puzzle che è effettivamente la storia di Diablo.

Tutto ha inizio con quella che, nel mondo dei mortali è chiamato “Guerra del Peccato”, un conflitto tra bene e male tra forze angeliche e quelle demoniache. Questa battaglia ad un certo punto della sua storia viene interrotta dalla presa di posizione di due dei quattro demoni minori, Belial e Azmodan, che vollero per loro il potere di dominare il mondo, cominciando una guerra interna contro i tre fratelli maggiori e signori dell’inferno, Mephisto Signore dell’Odio, Baal Signore della Distruzione e Diablo Signore del Terrore. Questa lotta interna permise alle forze della luce di organizzarsi riuscendo a rinchiudere i tre demoni maggiori nelle pietre magiche dell’anima, nascondendole ed affidandole agli Horadrim, ordine fondato dall’arcangelo Tyrel per aiutarlo nella caccia ai signori del male. Gli Horadrim fondarono il loro monastero nella zona di Khanduras che con un dedalo di sotterranei segreti molto sicuri, sarebbe stato il luogo perfetto per imprigionare Diablo per molti anni. Con il passare del tempo però la forza dell’ordine fondato dall’arcangelo Tyrel venne meno e Diablo, passo dopo passo riuscì a liberarsi, facendo in modo che tutte le creature dell’oscurità cominciassero a riemergere dai sotterranei del monastero. E qui inizia la nostra avventura, con il giocatore che dovrà iniziare la sua discesa verso il mondo degli inferi, distruggendo una dopo l'altra orde di demoni e luogotenenti dell'inferno, arrivando infine a fronteggiare il Signore del Terrore.

La struttura del gameplay di Diablo si presenta essere piuttosto lineare, considerando che l’eroe dovrà discendere 16 dungeons situati al di sotto del monastero suddivisi in 4 sezioni da 4 livelli ciascuno, cosi organizzati: Cattedrale, Catacombe, Caverne ed inferno. Vi è inoltre una peculiarità che rende Diablo longevo ed altamente rigiocabile, ovvero un algoritmo che genera casualmente i livelli ogni volta che si crea una nuova partita (tralasciando l’ultimo che rimane sempre uguale).La visuale isometrica a trasparenza permetterà al giocatore di gestire il proprio eroe in modo abbastanza semplice ed intuitivo, senza dimenticare però che le meccaniche interne del gioco evidenziano in modo molto marcato il genere Hack & Slash e Beat’em up ai quali Diablo fa fede. Infatti al giocatore verrà richiesto un utilizzo del mouse che non è per tutti, dovendo muoversi, colpire e spesso scappare, per non venire sopraffatto dal sovrannumero di nemici presenti. Il videogioco però è prima di tutto un action RPG e come tutti i giochi che si rispettino facenti parte di questo genere, anche Diablo permetterà al giocatore di scegliere la propria classe tra guerriero, ladro e mago. Ognuno di essi sarà definita da statistiche ben precise tra le quali forza, magia, destrezza e vitalità che andranno ad aumentare, con il crescere dei livelli e dei punti esperienza del personaggio.

Ad ogni passaggio di livello, il giocatore potrà assegnare un massimo di 5 punti abilità da distribuire con saggezza, dato che i punti determineranno la possibilità di utilizzare una certa magia o un’arma ben precisa. Se decidete di fare il guerriero, sicuramente la forza è la caratteristica principale ma saranno ugualmente importanti destrezza e vitalità. La prima per poter avere maggiore possibilità di schivata, fondamentale nelle mischie, la seconda invece per avere più punti vita e quindi poter resistere più tempo senza dover per forza bere una pozione di cura. A differenza del guerriero, il mago fa leva sull’abilità della magia, indispensabile per poter apprendere un numero elevato di incantesimi di cura, danno ed evocazione. Infine il ladro potrà destreggiarsi tra innumerevoli nemici contando sulla sua destrezza ed anche sulla possibilità di utilizzare arco e frecce per sconfiggere i nemici da una distanza di sicurezza. Anche gli NPC presenti in gioco nella città di Tristram ricoprono un ruolo cruciale, non solo per i servizi che possono elargire ma anche per le missioni secondarie che potranno offrire semplicemente iniziando con loro un dialogo. Arrivando a parlare del comparto tecnico, l’interfaccia grafica risulta essere semplice ed intuitiva, permettendo al giocatore di gestire un menù veloce nel quale poter mettere un massimo di otto oggetti utilizzabili in gioco, premendo il tasto numerico corrispettivo. Ai lati della barra sono presenti due contenitori, uno rosso per la vita ed uno blu per il mana che andranno a livellarsi in base alla quantità effettiva di queste due.

Sempre nella parte bassa dell’interfaccia il giocatore potrà accedere al registro delle conversazioni, delle missioni, al menù, alla mappa, al libro degli incantesimi e all’inventario, semplicemente cliccando sul relativo tasto o utilizzando il tasto rapido assegnatogli. Sicuramente un attenzione particolare la merita l’inventario, che ci aiuterà a gestire l’equipaggiamento da assegnare al nostro eroe e quello che vogliamo tenere nel nostro zaino, ma ricordate, lo spazio è poco e a meno che non vogliate vendere tutto quello che trovate andando dal vostro venditore di fiducia in città, l’unica soluzione è quella di “parcheggiare” il vostro armamentario vicino al portale di teletrasporto, dietro alla fucina di Griswold, in modo da averlo sempre a portata di mano. Tranquilli, non sparirà improvvisamente a meno che voi non decidiate altrimenti.

Certo non possiamo permetterci di giudicare Diablo I sulla base di confronti con titoli del momento, ne possiamo considerare unicamente le conoscenze sulle quali strutturiamo il nostro giudizio nel recensire e descrivere giochi attuali. Di una cosa però siamo sicuri: Diablo è un videogioco che ha creato una discendenza su basi narrative e su meccaniche solide e coerenti che funzionano ancora oggi, immaginando nel primo capitolo elementi tecnici che poi andranno a ripetersi nei giochi successivi con evidenti miglioramenti. Esempio tra tutti la visuale isometrica e gestione del personaggio in combattimento che, nei capitoli successivi, ha acquisito più fluidità, andando a ridurre le quantità di mouse click con una migliore gestione del personaggio. Per quanto riguarda l’elemento narrativo sicuramente preponderante, approfondito e mai banale, questo dà al giocatore una sensazione aulica che difficilmente passa con il tempo. Stesso discorso se parliamo del comparto audio, che ci ha fatto provare le stesse sensazioni di 24 anni fa con una colonna sonora semplicemente azzeccata in ogni livello e situazione affrontata. Tutto questo ci ha fatto riscoprire un titolo che non ha bisogno di presentazioni, e di certo non ha tardato a ricordarci i motivi per i quali difficilmente una saga come quella di Diablo potrà morire. Se volete dargli una chance potete trovarlo in vendita su GOG.com a questa pagina, insieme alla sua espansione Hellfire a meno di 9 euro.

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Scheda

  • Data di uscita / 31/12/1996
  • Sviluppatore / Blizzard Entertainment
  • Doppiaggio / Inglese
  • Sottotitoli / Inglese
  • Giocatori offine / 1

RPG, Hack and slash, Beatem Up su PC

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