I nostri 5 fumetti preferiti del 2020 - Speciale

Pow! Bonk! Zoom!

di Giovanni Campodonico / lunedì 04 gennaio 2021 / Speciale

In quell'anno a dir poco particolare che è stato il 2020, il fumetto ha avuto un periodo fatto di crisi e di colpi di coda non indifferenti. Molti, moltissimi sono stati i titoli che hanno vignettato questo rocambolesco inizio degli anni 20 del 21esimo secolo, ma noi di GameSailors.it abbiamo pensato come da tradizione consolidata, di portarvi non una lista dei fumetti più belli, bensì una lista di quelli che ci hanno colpito di più. Ma ora, bando alle ciance, e diamo spazio alle pagine!

5-COPRA (Panini Comics)


E iniziamo subito barando, perchè sebbene l'uscita mainstream italiana di COPRA sia avvenuta effettivamente quest'anno, il fumetto in se fu pubblicato per la prima volta nel 2012.
Il trucco alla fine è questo: COPRA nasceva come prodotto totalmente autoprodotto, scritto, illustrato e gestito in toto da Micheal Fiffe, con una tiratura iniziale di 500 copie, che in breve tempo si è espansa a macchia d'olio diventando un vero e proprio fenomeno di culto che lo ha portato ad essere ristampato di recente nei circuiti più mainstream.
Quindi, perchè leggere nel 2020 qualcosa che è uscito 8 anni fa? Beh, perchè oggi come allora, COPRA è una masterclass di quello che può essere il fumetto indipendente. Sotto una patina di omaggio palese al leggendario ciclo di John Ostrander e Kim Yale della “Squadra Suicida” della Dc comics, sotto una trama apparentemente semplice che vede un gruppo di supertizi non proprio onesti compiere missioni segrete per il governo, si nasconde un vero tesoro.
Un tesoro fatto da uno stile grafico minimalista e naif che prende tutte le regole classiche della composizione della tavola e le butta fuori dalla finestra creando effetti che sono in grado di lasciare a bocca aperta, e una potenza del segno che si evolve in simbolo da far paura, un tesoro fatto da dei personaggi così veri, sporchi e reali che ti sembra di poter stringere la mano a tutti.
COPRA era, è e sarà un fumetto di culto, per un motivo: prende l'amore per il fumetto, lo affila, e poi ti ci pugnala al cuore. E alla fine, lo ringrazi pure.

4-Socrate (Beccogiallo)


Il fumetto biografico, ma forse anche il genere stesso, non è per tutti. In molti, moltissimi preferiscono leggere storie inventate piuttosto che storie reali, e da finto critico quale sono, mi viene sempre da grattarmi la testa quando parlo di questo genere. Perchè, alla fine, quanto del contenuto è dell'autore, e quanto è del personaggio?
Parlando di Socrate, uno dei padri della filosofia greca, Francesco Barrili e Francesco Ranghiasci, oltretutto avevano un piccolo problema: di scritti, di Socrate, non abbiamo nulla.
Quello che abbiamo, sono fonti che arrivano principalmente da Platone, discepolo di Socrate e altro grande filosofo, che il team creativo decide di seguire pedissequamente, sia per la fedeltà del racconto, sia per le motivazioni segrete.
Questo perchè, mentre Ranghiasci ci abbaglia con un tratto solidissimo, pulito e moderno, d'un tratto decide di cambiare totalmente registro, e portarci sulla tavola un qualcosa di così classico, che più classico non si può con un segnale di stile a dir poco delizioso; dal canto suo Barrili ci racconta sì la storia di un grande, ma si focalizza più sul messaggio, sull'urlo di un'idea, che è più forte della storia stessa.
Non è da tutti riuscire a rendere interessante e scorrevole una storia, specie quando è LA storia. Ma se il fumetto ha avuto una missione, è sempre stata quella di parlare senza freni di quello che è il mondo, e in questo caso, il team creativo dietro “Socrate”, questa missione l'ha ampiamente portata a casa.

3- Immortal Hulk 33


Mi rendo conto che il fumetto seriale non sia uno dei medium più semplici da seguire. Per quanto si impegnino, gli autori non sempre riescono a rendere l'enorme soap opera dei supereroi un qualcosa di fruibile a tutti, e davvero, lo capisco se ad un numero casuale, di una serie casuale, si preferisca un volume singolo, un albo contente una storia completa.
Ma Al Ewing, Joe Bennet e Nick Pitarra, hanno deciso che no. Quest'anno, nella loro serie che ci mostra un nuovo lato della personalità di Hulk, loro vogliono fare qualcosa.
Non solo, vogliono fare una bella storia singola. Vogliono fare la più bella storia singola del fumetto di supereroi americano, degli ultimi 15 anni.
In questo numero, vediamo lo status quo di questo nuovo Hulk prendere a calci il passato, proiettarsi verso il futuro, e poi ribaltarsi su se stesso, in una serie di eventi e di narrativa squisitamente tragici, pregni anche di una fortissima critica sociale. Il passato di quello che era Hulk, viene presentato apposta come distorto, rotto, filtrato dalle fasulle lenti della nostalgia, e al contempo reinterpretato restando saldissimi in quello che è ormai il centro del personaggio di Hulk, anzi, i due centri vista la dualità che rende il gigante di giada ciò che è da anni: lo psicodramma, e lo spaccare tutto.
Un Joe Bennet in uno stato di grazia, che mischia lo stile Marvel classico con quello più splatter del fumetto underground, e Nick Pitarra che volutamente si scontra con la solidità di Bennet col suo tratto deformato e cartoonesco.
Un albo con così tanti livelli di lettura, da star male, specialmente perchè ogni livello ne ha poi un altro, in un superbo gioco di doppi e specchi, di luci ed ombre, di chi non conosce e di chi sa.
Immortal Hulk 33 è così pieno di talento da essere mostrousamente bello, ma è forse anche una lezione su come umanamente si faccia il fumetto mainstream. È uomo? È mostro? Forse,anzi, quasi sicuramente, è entrambi.

 

2-Dragon Hoops (Tunué)


Nella mia vita, ho imparato bene tre cose: la pedagogia, il dire stupidaggini, ed ipnotizzare la gente. Avendo quindi un pool limitatissimo di conoscenze, sono stato subito attratto da questo libro di Gene Leun Yang, che racconta a due livelli il mondo del basket.
Immaginate la mia sorpresa quando, aperto il libro, non ho trovato ne un manuale, ne una cronistoria, ma un qualcosa di più, una storia nata dalla vera curiosità dell'autore, filtrata tre volte: dagli occhi del Gene insegnante di liceo, dagli occhi del Gene narratore e dagli del Gene profano dello sport.
Questa triplice minaccia, permette quindi al libro di essere apprezzabile da neofiti e da esperti, da persone con gli spicchi tatuati permanente sulle mani a chi non sa cosa sia un piede perno.
Dragon Hoops, non ha alcuna pretesa, se non quella di raccontare, e di mettere sulla bilancia i due lati di un fenomeno: quello che ha un effetto sul mondo, e su tutto quello che lo circonda, e quello che invece colpisce al massimo a cinquanta metri da dove sto seduto.
Ci sono molti, moltissimi fumetti che dicono di raccontare il mondo fuori dalla tua finestra. Dragon Hoops, ci riesce, e ci getta dentro persino una palla da basket. Sia mai che si abbia voglia di giocare dopo.

1-Superman: Su nel cielo (Panini Comics)


Se abbiamo iniziato barando, possiamo anche finire barando. Nel 2018, la Dc comics prova a rilasciare una serie a fumetti molto spessi da 100 pagine, distribuiti solo nella catena di supermercati Walmart. L'idea era di pubblicare sia storie originali, sia ristampe, ed è proprio sulle pagine di questa rivista contenitore che prese il via l'avventura scritta da Tom King e disegnata da Andy Kubert. Nel 2019 la serie viene poi raccolta in albi singoli, e nel 2020 finalmente arriva il volume, e l'edizione italiana.
Ora, Superman può sembrare un personaggio noioso. E a volte può esserlo, ma la verità è una, ed una soltanto: scrivere di un personaggio, che può fare tutto, ed ogni mattina si alza e decide di essere buono, non è noioso. Semplicemente è difficile, e non tutti gli scrittori ci riescono.
Tom King, non solo ci riesce, ma riesce a scrivere una delle storie dell'uomo d'acciaio più sensibili ed accessibili di sempre, una storia dove Superman decide di salvare una bambina persa nello spazio, in una missione che ha pochissime possibilità di successo.
Accompagnato da un Kubert in forma smagliante, uno degli autori che più è ponte fra il disegno classico e quello moderno, che si sbizzarrisce in una caterva di espressioni, paesaggi alieni e creature mostruose, King ci narra una storia che non solo esalta l'alieno di Krypton, ma riesce anche con pochi semplici tratti a rendere giustizia a tutto l'universo DC con alcune piccole frasi, e segnali di stile nascosti qui e la.
Perchè sì, forse sarà una missione suicida, forse sarà senza scampo, al buio, e senza speranza. Ma alla fine lui ci sarà sempre. Perchè? Perchè sembra proprio un lavoro per Superman.

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