Il Doppiaggio nei Videogiochi: Come funziona? - Speciale

Il grande lavoro dietro alle parole

di Metello Mori / martedì 20 aprile 2021 / Speciale

Voci nell’ombra: cosi vengono chiamate le voci dei doppiatori italiani che ci permettono di ascoltare nella nostra lingua i prodotti audiovisivi degli ultimi 80 anni. Il doppiaggio è una forma d’arte che spesso viene tramandata di generazione in generazione; è un lavoro che funziona a meraviglia quando all’arte si unisce anche una grande preparazione tecnica.

L’Italia è il paese dove il doppiaggio viene usato maggiormente, ma questa tecnica è molto sviluppata in tutto il mondo, con ottimi esempio come Francia, Spagna, Germania e Sud America. Questa popolarità è data dalla possibilità di ascoltare e vivere in modo più immersivo un prodotto televisivo o cinematografico nato in un’altra lingua. Questo metodo che, come potete immaginare, rende molto più immediata la fruizione di un qualsiasi contenuto, da diversi anni ha preso piede anche nel mondo dei videogiochi, evento tutt’altro che sorprendente se si pensa a quanto queste produzioni si siano avvicinate a prodotti cinematografici di altissima qualità.

I doppiaggi nei videogiochi sono iniziati nella seconda metà degli anni 90, ma non tutte le produzioni potevano goderne. In più molti di questi lavori, anche in lingua originale, erano tutt’altro che perfetti; sia i publisher che il pubblico stesso non avevano ancora capito la potenzialità di quelli che molti consideravano ancora come semplici “giochini per ragazzi” e l’idea che bastasse far parlare i personaggi per fare contenti tutti, era molto forte. Per fortuna però, la capienza dei dischi ottici presenti sulla prima PlayStation hanno permesso agli sviluppatori di tentare approcci più coraggiosi e con uscite del calibro di Resident Evil, Final Fantasy e Metal Gear Solid, l’arrivo di doppiaggi più curati avrebbe colpito come un fulmine anche quel pubblico che, a prima vista, sembrava meno esigente.

Realizzare un grosso videogioco al giorno d’oggi è molto più complesso che in passato. Si possono ottenere risultati economici importantissimi ma ci sono anche rischi enormi quando si creano titoli attesi da milioni di giocatori. Per rendere più evidente la grandezza di certe produzioni, molte di esse hanno ospitato anche grossi divi americani, come Keanu Reeves in Cyberpunk 2077, Norman Reedus in Death Stranding, Giancarlo Esposito nel futuro Far Cry 6 e Rami Malek in Until Dawn. Grazie a questi e altri volti noti al pubblico, i videogiocatori si sono rapidamente abituati ad una certa qualità e ora non si può di certo fare marcia indietro.

Con produzioni di così alto livello il doppiaggio nei videogiochi è cresciuto tantissimo negli ultimi anni, e per mantenere una certa fedeltà, è diventato molto importante accostare i volti di questi attori con le loro voci italiane ufficiali. Vi basti pensare che quando durante l’E3 di Los Angeles arrivò sul palco Keanu Reeves per annunciare la sua partecipazione al progetto Cyberpunk 2077, sui social di mezza Italia spuntarono decine di petizioni di appassionati per coinvolgere la sua voce italiana ufficiale, ossia Luca Ward. Per nostra fortuna così è stato e se c’è una cosa su cui tutti sono d’accordo, è l’altissima qualità del doppiaggio che si può ascoltare nel gioco CD Project RED.

Ora speriamo che abbiate un po’ di tempo per vedere il video che noi di Gamesailors.it abbiamo preparato e che abbiamo messo in testa a questo articolo. Vi porteremo in uno studio di registrazione e a conoscere doppiatori eccezionali, sperando di farvi capire un po’ meglio cosa voglia dire doppiare un videogioco. Buona visione!!!

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