La Season 2 di Call of Duty: Warzone è solo un mero compitino? - Speciale

Analisi del nuovo aggiornamento targato Activision

di Marino Puntorieri / giovedì 25 marzo 2021 / Speciale

Nonostante siano numerose le software house che hanno provato negli anni ad entrate nel mondo dei battle royale, con risultati scoraggianti nella maggior parte dei casi, sono solo una manciata quelle che hanno raggiunto l’obiettivo di consolidarsi saldamente nel mercato lasciando la prospettiva di poche briciole a qualsiasi potenziale entrante. Andando oltre quel PUBG (PlayerUnknown's Battlegrounds) che ha paradossalmente dato il via al genere stesso per poi focalizzarsi su una nicchia di giocatori più incallita principalmente su pc, il trittico emblematico del “nuovo che avanza” per quanto concerne l’approccio multiplayer pvp è composto da Fortnite, Apex Legends e Call of Duty: Warzone. Soffermandoci proprio su quest’ultimo i risultati ottenuti sono stati entusiasmanti fin dalla release datata marzo 2020 e, merito del primo lockdown, i ragazzi di Activision sono riusciti con la dovuta attenzione a creare in poco tempo una solida e numerosa community di appassionati di qualunque età.

 

Se Call of Duty: Warzone è riuscito da semplice add-on di Call of Duty: Modern Warfare a mantenere un pubblico di spettatori e giocatori record (con i numeri su Twitch che ne sono un esempio lampante) lo deve a un supporto costante tramite il rodato sistema delle Stagioni, una soluzione che con l’approdo di Call of Duty: Black Ops Cold War non ha trovato nessun tipo di freno e si è anzi rinnovato nella numerazione attraverso upgrade ricchi di contenuti. Essendo nel bel mezzo della nuova Season 2 di Call of Duty: Warzone abbiamo deciso di gettarci sul campo di battaglia per capire quali novità sono state introdotte e come sono state incastrate senza alterare una formula da considerare vincente sotto ogni fronte. Vi anticipiamo che anche questa stagione è ovviamente ricca di contenuti e chicche per tutti gli appassionati, e le occasioni per giocare sui server di Activision non mancano di certo.

Contenutisticamente parlando la Season 2 di Call of Duty: Warzone espande l’offerta con un nuovo Battle Pass ricco di skin e collezionabili per armi e operatori da poter sbloccare man mano che si prosegue nei 100 livelli disponibili. Le due nuove armi introdotte, il fucile Grau 5.56 per la media distanza e la mitraglietta Striker 45, vanno a impreziosire una scelta sempre più ricca e non paragonabile con i concorrenti visto la recente unione dei contenuti disponibili per Modern Warfare e Cold War in un’unica soluzione per l’offerta made in Activision. La mappa classica di riferimento, denominata Verdansk, ha finalmente ricevuto qualche modifica interessante, su tutte l’approdo di una nave cargo sulla baia vicino alla prigione; scelta che impreziosisce una porzione di mappa solitamente poco utilizzata per gli atterraggi a inizio gioco, anche se rimangono costanti le voci che vedono una sua “nuclearizzazione” per fare spazio a una mappa completamente nuova. Magari con la Season 3 tra circa un mese ci sarà una vera e propria rivoluzione? Difficile da prevedere soprattutto perché, nonostante l’anno trascorso sulle stesse ambientazioni, Verdansk rimane ricca di luoghi iconici ed è adatta a qualsiasi tipo di videogiocatore, con una varietà di installazioni che favoriscono un approccio sempre diverso partita dopo partita; puntare su un cambiamento completo e improvviso potrebbe essere un rischio eccessivo.

Rimane estremamente apprezzabile la scelta di puntare su una seconda modalità battle royale in miniatura con la mappa di Rebirth Island che richiama gli avvenimenti dell’originale Call of Duty: Black Ops; 40 giocatori si scontrano in squadre da tre o quattro per la sopravvivenza finale, con un respawn garantito fino a quando un membro del team rimane in vita. Si tratta di una modalità ottima per i giocatori più assidui del classico pvp visto l’assenza di momenti morti proprio per l’area di gioco ben più delimitata, in grado di strizzare l’occhio anche agli utenti solitari per la minor necessità di coordinarsi con il proprio team rispetto alla modalità più classica. In realtà gli sviluppatori nelle prime settimane di gioco hanno provato a portare alcune modalità temporanee e ulteriori, ma non sono riuscite a riscontrate un discreto successo e sono state rimosse come una variante che ricorda molto la modalità online di The Division per la raccolta e difesa di un razzo di segnalazione fino all’arrivo dei soccorsi; una modalità che dovrebbe valorizzare un approccio più tattico, ma che a conti fatti abbiamo riscontrato come eccessivamente confusionaria a causa di un gameplay comunque sempre troppo frenetico per rimanere su questi binari.

Non dimentichiamo nemmeno un (folle) esperimento dove per una settimana a inizio marzo è stata introdotta su Warzone la possibilità di giocare alla mappa più ridimensionata sopracitata in 100 giocatori sullo stesso server. Una scelta che difficilmente trova una risposta logica considerando l’alchimia della raggiunta nella sua versione con “solo” 40 giocatori e che speriamo non venga più proposta se non con sostanziali modifiche. Nonostante questi piccoli inciampi, Call of Duty: Warzone rimane un punto di riferimento per gli amanti dei battle royale grazie a un’offerta variegata e oculata per adattarsi sia ai giocatori più avvezzi al brand di riferimento sia ai neofiti che vogliono passare una serata in totale spensieratezza in compagnia degli amici virtuali di sempre. La Season 2 è l’ennesima scorpacciata di livelli e skin sbloccabili ormai da considerare linfa vitale per questo genere di contenuti, e considerando i vari esperimenti introdotti con alcune modalità a tempo, ci aspettiamo novità sostanziose per i prossimi upgrade.

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Scheda

  • Data di uscita / 13/11/2020
  • Sviluppatore / Treyarch
  • Produttore / Activision - Blizzard
  • Doppiaggio / Italiano
  • Sottotitoli / Italiano
  • Giocatori online / 1-24

Sparatutto online, Sparatutto su PlayStation 4, PlayStation 5, PC, Xbox One, Xbox Series X/S

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