Samurai 8-Il fallimento di Kishimoto - Speciale

Storia di un progetto terminato prematuramente

di Marino Puntorieri / lunedì 27 aprile 2020 / Speciale

Durante l’uscita del primo volume in Italia di Samurai 8 eravamo rimasti piacevolmente colpiti dell’incipit introdotto da Masashi Kishimoto; un mondo a metà tra la tradizione del Giappone feudale e l’innovazione di una tecnologia robotica ai limiti del genere fantascientifico più amato, che si poneva il grande obiettivo di unire il folclore tipico dei samurai con i viaggi interstellari e chissà con quali altre derivazioni future. Nonostante alcuni doverosi dubbi ne avevamo parlato anche discretamente bene proprio in quell’occasione e, come da link che riporta direttamente l’articolo in questione, soprattutto ci eravamo focalizzati su un hype che sembrava ben riposto, ma che a conti fatti non è riuscito a trovare conferma in una sempre più difficile costanza qualitativa ormai ricercata come parametro essenziale per Weekly Shonen Jump.

 

Il settore dell’intrattenimento cartaceo di origine nipponica è diventato nell’ultimo periodo incredibilmente spietato: tolti i numeri da capogiro di One Piece per ovvi motivi storici, e alcuni record infranti da una “scheggia impazzita” capace di cavalcare l’onda dell’entusiasmo generale come Demon Slayer, rimanere nelle posizioni più alte delle classifiche periodicamente pubblicate e aggiornate non è per nulla semplice. Soprattutto per un genere così (apparentemente) saturo come quello dei Battle-Shonen cercare di mantenere una certa costanza a livello di popolarità generale diventa sempre più ostico; tanto è facile entrare nelle classifiche settimanali e ugualmente semplice lo è uscire a causa della nuova sorpresa del momento, pronta a rubare anche solo per breve tempo l’interesse generale. Insomma, un giro sulle montagne russe può presentare meno alti e bassi conoscendo l’incertezza del fenomeno preso in considerazione.

Nel caso specifico di Samurai 8 le aspettative creatosi nei mesi prima dell’uscita ufficiale erano, per ovvi motivi, enormi.  Appena terminato Naruto è subito stato introdotto Boruto come nuovo filone narrativo che ne espandesse lo stesso universo, ma con Kishimoto come mero ruolo di supporto era ovvio come lo storico ideatore di uno dei manga più famosi al mondo avesse bisogno di iniziare un nuovo progetto ben più promettente. A conti fatti, però, le idee interessanti del noto fumettista si sono scontrate con una realtà ben differente, sempre più esigente, e con un pubblico che mal aveva digerito tutti i capitoli finali legati alla Quarta Guerra Mondiale Ninja; come avere a che fare con una ferita mai completamente guarita. Sicuramente, come anticipato, i tempi sono cambiati e proporre una nuova opera come Samurai 8 così tanto simile non solo nei disegni, ma anche nella “Lore” al mondo del più famoso ninja della Foglia non ha per niente giovato. Da un lato, Naruto da piccolo era emarginato per i suoi evidenti limiti caratteriali, dall’altro, Hachimaru (il nuovo protagonista) vive emarginato per limiti fisici ancora più gravi. Questa dicotomia che si riflette tra le due opere fin da subito agli occhi anche dei meno attenti, continua pagina dopo pagina e inizia a far storcere il naso già dopo pochi capitoli.

Non stiamo assolutamente dicendo che Samurai 8 sia un prodotto da buttare - anzi! - ma se effettivamente al pubblico non ha convinto, non è solo per il problema storico legato agli errori sopradescritti. La scelta di passare dal mondo dei ninja a quello dei samurai ha lasciato spazio a nuove tematiche e un nuovo folclore che, se amalgamato sapientemente a due filoni di studi articolati come spiritualità e robotica, sarebbe dovuto diventare in poco tempo la carta vincente dell’intera opera. Il problema, che si evince già semplicemente nei primi due volumi dei quattro totali disponibili in Italia, è che viene messe troppa carne al fuoco in poco tempo, o per dirlo nel gergo cartaceo in poche pagine. Interi capitoli si perdono in riflessioni e spiegazioni su come funzionano determinati poteri e meccanismi senza lasciare spazio a una narrativa il più possibile scorrevole. Capiamo come da un lato volesse essere una buona tattica per far capire al pubblico come le idee (interessanti) ci fossero, ed erano già ben stratificate, ma dall’altro ha distolto completamente l’attenzione da quelle poche tavole dedicate agli scontri o alle interazioni più immediate tra i personaggi. Si cerca anche in modo troppo frettoloso di mostrare e bilanciare i vari rapporti di forze tra entità buone e cattive, deboli e pericolosi, e soprattutto in quest’ultimo aspetto rimane il tutto troppo fumoso.

Ovviamente non sono tutti elementi da dover spiegare in pochi volumi, certo, ma il voler cercare ai tutti i cosi di presentare così tanti elementi peculiari senza le giuste tempistiche e la giusta progressione toglie fin da subito naturalezza al processo che avrebbe dovuto invogliare il lettore nel tempo a sfogliare i capitoli, anche a distanza di mesi. Da qui l’interruzione brusca e l’annuncio di Weekly Shonen Jump di terminare una serie in uno stadio sicuramente embrionale e che aveva tantissime potenzialità. Peccato, ci viene solo da pensare. Fermarsi dopo così pochi volumi è sicuramente dimostrazione di fallimento, situazione che per un gigante (almeno nei numeri) del settore come Masashi Kishimoto si manifesta come una caduta ancora più rumorosa del normale. Che sia giunto il momento di prendersi una pausa e riflettere prima di cimentarsi in qualche progetto ulteriore? Fino a quando la supervisione di Boruto (e il suo discreto successo almeno negli ultimi volumi) glielo consente, potrebbe essere la scelta più saggia.

Samurai 8 rischia di diventare uno dei più grandi rimpianti del mondo manga, un ghigno di stizza al solo pensiero di “cosa sarebbe potuto diventare negli anni”. Una fine prematura, per molti scontata, ma dove paradossalmente siamo ancora più curiosi di scoprire come termineranno effettivamente le avventure di Hachimaru e compagni. Forse con un po’ di malinconia, o forse contenti di non averci più nulla a che fare, ma comunque consapevoli di dovercene privare prima del dovuto.

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Scheda

  • Data di uscita / 30/11/2019
  • Editore / Panini Comics
  • Autori / Masashi Kishimoto , Akira Okubo
  • Genere / Fantascienza

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