Un desiderio chiamato Total War: Medieval III - Speciale

Tra speranze e progetti per tornare a conquistare l'Europa medievale

di Marino Puntorieri / mercoledì 27 gennaio 2021 / Speciale

I videogiochi legati al genere degli strategici, indipendente che siano a turni o in tempo reale, si sono spesso adattati ai cambiamenti dei gusti dei videogiocatori nel corso degli ultimi vent’anni, senza perdere la loro identità originale. Un genere che specialmente in questi ultimi periodi ha ritrovato coraggio grazie a Microsoft con la riproposizione dell’immortale brand Age of Empires (in attesa di un nuovo quarto capitolo) e alcuni titoli dalla qualità eccelsa come Sid Meier's Civilization Vl e Crusader Kings III; tutti esempi che non possono essere considerati semplici mosche bianche. Se c’è però una software house che ha continuato a mettersi in gioco costantemente, esponendosi in prima linea sin dai tempi più anonimi e bui, quella è Creative Assembly. Lo studio con sede nel Regno Unito è un importante punto di riferimento nel mondo degli strategici, perciò abbiamo deciso di soffermarci su di esso per immaginare un eventuale Total War: Medieval III, tanto sognato e sperato da tempo da ogni vero appassionato.

Creative Assembly è, come anticipato, lo studio che ha dato origine alla pluri-acclamata saga di Total War e per la quale abbiamo riservato negli ultimi anni diversi articoli e approfondite recensioni dopo ogni uscita. Parliamo di un brand che ha reso come marchio di fabbrica la riproposizione fedele dei più famosi periodi bellici in salsa strategica, per poi seguire parallelamente una deriva fantasy che, al momento, con il costante supporto a Total War: Warhammer 2 vede investimenti e ritorni di spessore. Eppure, da amanti della riproposizione storica, non riusciamo a non avere un minimo di diffidenza e, specialmente dopo gli ottimi risultati perpetrati da Total War: Three Kingdoms (ultimo vero macro capitolo in circolazione), crediamo che i tempi per l'affermazione di un Medieval III siano ormai maturi.

Questo ipotetico progetto momentaneamente relegato in un cassetto e vivo solo grazie ai sogni e alle speranze dei più nostalgici, ricalcherebbe i risultati ottenuti con Total War: Medieval II, uscito originariamente nel lontano 2006, considerato ancora oggi da molti il miglior capitolo di Creative Assembly. L’obiettivo, in realtà, non sarebbe solo quello di far leva sui sentimenti dei giocatori di vecchia data, ma di incanalare quanto di buono ottenuto proprio con il capitolo Three Kingdoms, limando tutti quei difetti “storici” con cui la saga convive da tempo. Total War: Medieval II è riuscito già a suo tempo a trovare una soluzione efficace nel bilanciamento tra le due principali nature del titolo, ossia la gestione tattica della propria fazione turno dopo turno e i combattimenti campali in tempo reale, tanto frenetici quanto spettacolari. Non è un caso che tutt’oggi, grazie a questo equilibrio, poi in parte perso a favore di una maggiore spettacolarizzazione dal punto di vista estetico, il gioco sia stato acclamato, nonché giocato, su Steam.

Se è vero che da un lato Creative Assembly è riuscita a proporre periodi storici estremamente vari e complessi (utilizzando anche il team minore con sede a Sofia per alcuni contesti più circoscritti e molto più liberi di osare nelle meccaniche), dall’altro ha trovato un’ottima scappatoia nel riproporre versioni rifinite dei suoi titoli più di punta. Shogun 2, per esempio, è riuscito a catalizzare in un titolo contenutisticamente più limitato (dimensione della mappa, varietà di unità e fazioni non facevano gridare al miracolo rispetto alle produzioni precedenti) una minuzia nella caratterizzazione del periodo Sengoku incredibile sotto ogni punto di vista, capace di entrare nel cuore sia dei neofiti sia dei più navigati. Rome II, invece, dopo un mezzo passo falso al lancio, tra una mal calibrata ottimizzazione e una IA incredibilmente deficitaria, capace quasi di annullare ogni possibilità diplomatica, è riuscito a emergere grazie a una community estremamente fedele e unita nel dare il giusto lustro a quel nome che con il primo capitolo è stato preso come esempio un po’ da tutti, non solo in ambito prettamente videoludico; basti pensare che il primo Total War: Rome venne sfruttato su History Channel per riproporre le più grandi battaglie di Roma spiegando in modo discretamente preciso le tattiche militari più famose.

Perché allora si sente la necessità di un Total War: Medieval III? Prima di tutto bisogna soffermarsi su tempistiche che fuggono dalle logiche del classico accanito consumatore; Creative Assembly ha investito tantissimo sulla deriva fantasy, e se da un lato il valido Halo Wars 2 di 343 Industries può sembrare più un caso isolato, la collaborazione con Games Workshop potrebbe dare alla luce ancora molto materiale, sia come macro espansioni, sia come vero e proprio terzo capitolo legato a Warhammer. D’altro canto, l’ottimo Three Kingdoms è uscito poco meno di due anni fa ed ha ancora molto da dimostrare, magari focalizzandosi con un DLC stand-alone basato su un periodo successivo a quello dei Tre Regni, ma altrettanto ricco di ribellioni e scontri per il potere come, per esempio, la Dinastia Yuan e l’insediamento dei mongoli di Kublai Khan (nipote di Gengis Khan), riproponendo le stesse meccaniche e strategie commerciali utilizzate per Total War: Attila e la sua apprezzata espansione del 2015 Age of Charlemagne. Le orde dei Mongoli, insomma, riproporrebbero la stessa fazione speciale e apparentemente inarrestabile degli Unni del Tardo Medioevo, donando al giocatore un (parziale) nuovo modo di giocare nella mappa di Three Kingdoms sfruttando un maggior quantitativo di regioni e città da difendere o conquistare.

Di carne al fuoco, potenzialmente, ce ne sarebbe tantissima e sarebbe troppo utopico sperare in un eventuale titolo così perfetto incentrato sul nostro (perché a questo punto ci sentiamo parte integrante della community dei più assidui nel seguire il mondo di Creative Assembly) capitolo preferito, con un Medioevo capace di incanalare tutto lo spirito e la caratterizzazione di ogni fazione presente, da quelle occidentali e cattoliche, fino al Medio Oriente con i suoi califfati, senza dimenticare le tribù “pagane” dell’Europa dell’Est. E allora sogniamo anche una diplomazia stratificata in grado di pescare a piene mani da quanto fatto proprio in Three Kingdoms, che tenga seriamente conto del nostro background religioso e del comportamento durante i turni passati. Senza dimenticarci di quei mastodontici assedi contro città circondate da più cinte di mura che in Medieval II erano riuscite a farci sgranare gli occhi e scervellare sulla scelta migliore per il lato da difendere o attaccare con maggior efficacia. Forse non sarà ancora arrivato il tempo per un nuovo Medieval, ma nel mentre lasciateci almeno sognare.

Vuoi segnalarci un errore? Scrivici qui!

Scheda

  • Data di uscita / 23/05/2019
  • Sviluppatore / The Creative Assembly
  • Doppiaggio / inglese
  • Sottotitoli / italiano
  • Giocatori offine / 1
  • Giocatori online / 1-4
  • Raggiungi la pagina ufficiale

Strategia, Gestionale, RTS (Real Time Strategy) su PC

Pegi 16

Social Net

Ultimi Commenti